REDDITO DA CEDOLARE SECCA: LE DETRAZIONI IRPEF VANNO PERSE

Domanda – Mia moglie è proprietaria di un appartamento che, a decorrere dal febbraio 2017, ha ceduto in affitto optando per il regime della cedolare secca. Il canone annuo pattuito ammonta a 4.800 euro. Premesso che non ha altri redditi al di fuori di questo, si chiede di sapere se il prossimo anno sarà obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi e se in essa potrà beneficiare di tutte le detrazioni/deduzioni IRPEF previste (figli a carico, spese sanitarie, ecc.).

Risposta – L’opzione per il regime della cedolare secca comporta il versamento di un imposta sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali dovute sul canone di locazione percepito. Essa si sostanzia nel tassare il 100% del canone percepito nel periodo d’imposta con un aliquota del 21% oppure del 10% qualora dovesse trattarsi di contratto di locazione a canone concordato stipulato per un immobile situato in comuni ad alta tensione abitativa oppure di contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47/2014 (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

Si ricorda che l’opzione è esercitabile in sede di registrazione del contratto (in tal caso ha validità per tutta la durata del contratto salvo revoca anticipata) oppure nelle annualità successive entro il termine di versamento dell’imposta di registro dovuta per l’annualità stessa (in tal caso l’opzione avrà validità per la restante durata del contratto salvo revoca anticipata). In caso di scelta per la cedolare, non sono dovute imposta di registro e di bollo previste per registrazione, proroga e risoluzione del contratto. La scelta, inoltre, implica la rinuncia da parte del locatore a richiedere (per tutta la durata) l’aumento del canone (incluso l’aggiornamento ISTAT). Di ciò, pena l’inefficacia della scelta, occorre darne comunicazione al conduttore tramite lettera raccomandata (salvo che la rinuncia non sia già espressa nel contratto).
La cedolare va versata secondo il meccanismo dell’acconto e del saldo ed alle stesse scadenze previste per il pagamento dell’IRPEF. La misura dell’acconto è pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. L l’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente. Quindi, nel 2017, la moglie del lettore non doveva versare nessun acconto. Ma nel 2018 dovrà pagare la cedolare sul canone percepito nel 2017 e liquidare l’acconto 2018 (che sarà pari al 95% dell’imposta pagata per il 2017).

Dalle istruzioni ministeriali ai modelli di dichiarazione reddituale, si legge che non è obbligato alla presentazione della dichiarazione chi nel periodo d’imposta ha percepito solo redditi da fabbricati per importi non superiori ai 500 euro.

Nel caso oggetto del quesito, dunque, la contribuente sarà obbligata a presentare la propria dichiarazione dei redditi il prossimo anno (il canone percepito nel 2017 e ben oltre i 500 euro), in cui dovrà dichiarare il fabbricato posseduto ed il canone percepito nel 2017. Nella dichiarazione stessa sarà liquidata la cedolare (saldo 2017 ed acconto 2018). Essa dovrà poi provvedere al versamento tramite Modello F24 (salvo che presenti 730 congiunto con il marito).

In merito alla possibilità di dedurre/detrarre oneri, si tenga presente che l’effetto dell’opzione per la cedolare è rappresentato dal fatto che il 100% del canone di locazione percepito è escluso dal reddito complessivo ai fini IRPEF (poiché apponto soggetto a tassazione “sostitutiva”) con la conseguenza che su di esso non potranno essere fatti valere detrazioni e deduzioni.

Autore: PASQUALE PIRONE
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Novembre 20, 2017

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  • Interessante ma, sempre in assenza di altri redditi tranne la locazione, se NON si ricorre alla cedolare secca… si presenta la dichiarazione (Unico o anche il 730? Io finora ho usato il precompilato) e si può detrarre?
    Nel mio caso, il reddito da locazione sono 6000,00 euro l’anno. Posso procedere alle detrazioni?

    Preciso che ho un reddito già esentasse, da mobilità, dall’Inps, su cui non posso detrarre e dedurre nulla.
    Questo cambia qualcosa? Grazie

    • Gentile Alessandro, se il suo reddito da locazione non è soggetto alla “cedolare secca” potrà sicuramente usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla Legge (ad es. le spese mediche..). Va benissimo anche il 730 se lei non ha partita IVA. Anzi, se decide di accettare la precompilata “in toto”, senza cioè apportare alcuna modifica, avrà ulteriori benefici riguardo ai controlli (possibili e futuri) sulle spese indicate, che non saranno più previsti (poichè forniti dalla stessa Agenzia Entrate)
      Saluti

  • Buongiorno, ho un reddito da lavoro dipendente per il quale pago un IRPEF da cui detraggo regolarmente le citate spese previste per legge (sanitarie, ristrutturazioni, efficentamento energetico, figlio a carico). Conti alla mano riduco di circa il 10% dell’IRPEF totale. Vorrei dare in affitto un appartamento con canone concordato e, per questo reddito, pagare la cedolare secca (10%), conscio del fatto che non aumenterei la base IRPEF detraibile. Per l’altro reddito vorrei mantenere il pagamento con IRPEF e relative detrazioni. È possibile? Oppure la cedolare SOSTITUISCE l’imposta IRPEF anche per il reddito da lavoro dipendente (con la conseguenza che non posso più detrarre niente)? Grazie mille

    • Gentile Matteo,
      il regime della cedolare secca è, come tutte le altre imposte sostitutive, un’eccezione alla regola generale per cui chi paga l’IRPEF ha diritto di portare le spese in detrazione. Può stare tranquillo, quindi, poichè la cedolare secca sarà applicata solo sul canone di locazione che andrà a percepire, non colpendo invece il suo reddito da lavoro dipendente.
      Cordiali saluti

  • Salve mia madre ha un reddito da cedolare secca con canone concordato da 2000€ annui. Da quest’anno avrà anche un reddito da lavoratrice domestica sotto gli 8000€ annui. Mi confermate che non pagherà l’irpef perché la cedolare non andrà a fare reddito?

    • Gentile Maurizio,
      il regime della cedolare secca segue un binario “parallelo” rispetto all’IRPEF. Nel caso di contratto a canone concordato, quindi, sua madre pagherà comunque un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% del canone dichiarato. E solo su quello. Non si chiamerà IRPEF, ma sempre un’imposta (in questo caso sostitutiva) è: questa si applicherà solo sul valore del canone dichiarato. A tal fine non andrà a sommarsi il reddito percepito come lavoratrice domestica.

  • Salve,
    sono diventata mamma da pochi mesi e per la prima volta sto per presentare alla mia azienda il modello per chiedere le detrazioni per figlio a carico.
    Nel compilarlo ho notato che si fa riferimento al reddito complessivo. Avendo un affitto con cedolare secca a metà con mia sorella (nello specifico affittiamo a una studentessa una stanza della nostra prima casa), il canone che percepiamo non va a sommarsi al mio reddito da lavoratrice dipendente, giusto?
    Ragion per cui nel modello per le detrazioni per figlio a carico non occorre menzionarlo?
    Vi chiedo conferma se ho capito bene la questione…un conto è l affitto su cui paghiamo a parte la cedolare secca, dall altra parte c è il mio reddito da lavoratrice dipendente per cui posso chiedere le detrazioni.

    Grazie per la delucidazione

    • Gentile Silvia, si è esatto. Poichè la cedolare secca è un regime che assoggetta il reddito derivante dalla locazione ad un’imposta sostitutiva, non prevede la possibilità delle detrazioni IRPEF. Queste ultime sono quelle relative a redditi di lavoro dipendente e assimilato (articoli 12 e 13 del TUIR). I figli a carico sono un esempio di queste detrazioni. Altri esempi sono le spese mediche o le erogazioni liberali.
      Le confermo, quindi, che nel famoso modello per le detrazioni per il figlio a carico non occorre menzionarlo.
      Tanti auguri per la sua maternità 🙂

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