SPESE RISTRUTTURAZIONE: NESSUN BENEFICIO SE L’IMU NON È PAGATA

Domanda – Un contribuente nel 2017 ha eseguito dei lavori di ristrutturazione su un immobile abitativo di sua proprietà. Ha posto in essere tutti gli adempimenti del caso per beneficiare della relativa detrazione IRPEF del 50% (bonifico parlante, ecc.). Pertanto nel Modello 730/2018 ha beneficiato della prima delle 10 rate annuali in cui va ripartito il beneficio.

Tuttavia, dalla guida ministeriale predisposta sull’argomento dall’Agenzia delle Entrate, è riportato che tra i documenti da conservare ed esibire ai fini della detrazione vi rientrano anche le ricevute di versamento dell’IMU laddove dovuta. Proprio al riguardo, il contribuente, per l’immobile oggetto dei lavori ha omesso il versamento del saldo IMU 2017 e dell’acconto IMU 2018 e, pertanto, non dispone delle relative ricevute di versamento. Si chiede di sapere se ciò può essere motivo di decadenza dal beneficio in esame.

Risposta – Con riferimento alla detrazione indicata dal contribuente, il legislatore, già da qualche anno, ai fini del diritto al beneficio, ha soppresso l’obbligo di inviare la comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara. Tuttavia, nel contempo, ha disposto l’obbligo di: inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile oggetto dei lavori e di conservare ed esibire, a richiesta degli Uffici, i documenti stabiliti in apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Tali documenti sono stati individuati con il Provvedimento del 2 novembre 2011 (Prot. n. 2011/149646). In particolare, oltre alla ricevuta del bonifico, è fatto obbligo di conservare le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Il provvedimento, indica, l’obbligo di conservare inoltre: la domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito; le ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), se dovuta; la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali; la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi; le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili. Dunque, la conservazione delle ricevute di pagamento IMU (se dovuta) rientra tra gli obblighi cui il contribuente deve adempiere per godere della detrazione, con la conseguenza che la loro NON disponibilità potrebbe determinare la decadenza dal beneficio.

Pertanto, si consiglia al contribuente di attivarsi per rimediare all’omesso versamento dell’IMU visto che ad oggi può ancora ricorrere al ravvedimento operoso (sia per il saldo 2017 che per l’acconto 2018).

Autore: Pasquale Pirone
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Settembre 10, 2018

Tag:, ,
  • Buonasera!
    La mia domanda è questa: dal momento che la normativa concede anche ai titolari di diritti reali (uso, usufrutto, comodato) di beneficiare delle detrazioni fiscali in caso di ristrutturazione di mobile altrui, se il proprietario non paga l’IMU, cosa succede al soggetto richiedente/beneficiario delle detrazioni?
    Grazie in anticipo per la risposta

    • Gentile Oriana, l’Agenzia Entrate ha più volte chiarito che usufruire delle detrazioni fiscali su spese di ristrutturazione di immobili è necessario conservare:

      – le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
      domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
      – ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta;
      – delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
      – in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
      comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori da inviare all’Azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
      – fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute;
      – ricevute dei bonifici di pagamento.

      Nel caso in cui il proprietario non avesse pagato l’IMU, sarebbero a rischio le sue detrazioni, che potrebbero esserle recuperate a tassazione dall’Agenzia Entrate. In alternativa potrebbe pagare lei stessa l’IMU dell’immobile, per poi pretendere uno “sconto” nel prossimo canone di locazione.
      Saluti

  • Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.