Pace Fiscale 2019: libretto d’istruzioni

Rottamazione dei ruoli dal 2000 al 2017, cancellazione dei debiti fino a 1.000 euro, regolarizzazione della posizione delle ASD ed infine “saldo e stralcio” per le persone fisiche in difficoltà economica. Sono alcuni degli interventi del Legislatore attuati attraverso la Manovra 2019, prima con il Collegato fiscale (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con L. 17 dicembre 2018, n. 136) e poi con la Legge di Bilancio (L. 30 dicembre 2018, n. 145)) In particolare, e per quello che a noi interessa, nel Decreto fiscale, trovano posto:

  1. la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (art. 1);
  2. la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento (art. 2);
  3. la nuova edizione della definizione agevolata dei carichi consegnati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (art. 3);
  4. l’annullamento dei debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 (art. 4);
  5. la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea (art. 5);
  6. la definizione agevolata delle controversie tributarie (art. 6);
  7. la sanatoria per le associazioni e società sportive dilettantistiche (art. 7);
  8. la definizione agevolata delle imposte di consumo (art. 8);
  9. la sanatoria per le irregolarità formali sia ai fini delle imposte sui redditi che IVA (art. 9).
  10. il “saldo e stralcio” che consiste nell’applicazione di un’aliquota di quanto dovuto dal contribuente, determinata in base alla “grave e comprovata situazione di difficoltà economica”;

Annullamento dei debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 (art.4)

Accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il contribuente con carichi oggetto di annullamento può verificare l’estinzione del debito consultando a tal fine la propria posizione debitoria. Sono queste le principali indicazioni operative fornite dall’Agente della riscossione ai fini della verifica dello stralcio dei carichi fino a 1.000 euro affidati all’ex Equitalia dal 2000 al 2010.
Il D.L. n. 119/2018 e ss.mm.ii, all’art. 4, comma 1, dispone che “I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3 (istanza rottamazione-ter pace fiscale), sono automaticamente annullati”.

L’annullamento, senza che sia stata necessaria presentazione di istanza alcuna da parte del contribuente, secondo il tenore letterario della norma richiamata, è stato effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili.
Rientrano nel perimetro oggettivo dell’annullamento anche i singoli carichi che originariamente erano di importo superiore a 1.000 €  ma che per effetto di versamenti parziali sono scese sotto il tetto limite sopra evidenziato (fino a mille euro). 

Come già anticipato in premessa, la verifica dell’annullamento dei debiti fino a 1.000 euro alla data del 31 dicembre 2018, può essere effettuata accedendo all’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
In riferimento ai carichi annullati alla data del 31 dicembre, può comunque verificarsi la possibilità che un contribuente, in riferimento alle stesse partite di debito annullate, abbia comunque provveduto ad effettuare di versamenti sia in data precedente che successiva all’entrata in vigore del decreto fiscale avvenuta in data 24 ottobre.
In questo caso:
a) le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto fiscale (24 ottobre) restano definitivamente acquisite;
b) le somme versate dalla data di entrata in vigore del decreto fiscale sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata (rottamazione-bis D.L. n. 148/2017) anteriormente al versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate.
In merito al rimborso, l’agente della riscossione deve offrire la restituzione all’avente diritto notificandogli una comunicazione delle modalità di restituzione. Decorsi tre mesi dalla notificazione senza che l’avente diritto abbia accettato la restituzione, ovvero, per le somme inferiori a cinquanta euro, decorsi tre mesi dalla data del pagamento, l’agente della riscossione riversa le somme all’ente creditore ovvero, se tale ente non è identificato né facilmente identificabile, all’entrata del bilancio dello Stato, ad esclusione di una quota pari al 15 per cento, che affluisce ad apposita contabilità speciale.

La nuova edizione della definizione agevolata dei carichi consegnati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (art. 3); Rottamazione – ter

L’art. 3 del D.L. n. 119/2018 ha disciplinato la terza edizione della rottamazione degli affidamenti all’agente della riscossione.

Come per le precedenti rottamazioni, il vantaggio della nuova definizione agevolata consiste nell’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora. A tale vantaggio si aggiungono:

a) il prolungamento della rateizzazione che prevede il pagamento di un massimo di 18 rate nell’arco di cinque anni;
b) la tolleranza di cinque giorni di ritardo nel pagamento delle rate.
Restano sempre dovuti la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione, il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari ed esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria. Non possono essere dedotti dal quantum della definizione gli importi già pagati a titolo di sanzioni, interessi di mora e interessi da dilazione.
Sono ammessi alla definizione agevolata:
1. i carichi affidati fino al 31 dicembre 2017 non inclusi in precedenti istanze di definizione agevolata;
2. i carichi inclusi nella prima rottamazione non perfezionata;
3. i carichi inclusi nella rottamazione-bis dichiarata improcedibile per mancato pagamento delle rate scadute a fine 2016;
4. i carichi inclusi nella rottamazione-bis per i quali sono state versate le rate di luglio, settembre e ottobre 2018 entro lo scorso 7 dicembre.*
* In merito a quest’ultimo punto, il recentissimo Decreto Semplificazioni (febbraio 2019) tende ancora una volta la mano ai contribuenti decaduti e consente a coloro che non sono riusciti a rispettare la scadenza pregressa del 7 dicembre, di rientrare nella Rottamazione-ter.
Infatti, anche in caso di omesso versamento delle rate della precedente rottamazione-bis entro il 7 dicembre 2018, è possibile rientrare nella rottamazione-ter a patto che le rate non saldate al 7/12/2018 siano versate:
– in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019;
– nel numero massimo di 10 rate consecutive di pari importo, scadenti rispettivamente alle seguenti date:

RATASCADENZA
I31 luglio 2019
II30 novembre 2019
III28 febbraio 2020
IV31 maggio 2020
V31 luglio 2020
VI30 novembre 2020
VII28 febbraio 2021
VIII31 maggio 2021
IX31 luglio 2021
X30 novembre 2021

Per usufruire della Definizione agevolata 2018 (cosiddetta “rottamazione-ter”) è necessario presentare la dichiarazione di adesione entro il 30 aprile 2019.

“saldo e stralcio”

La Legge 30 dicembre 2018, n. 145, all’art. 1, commi 184 e successivi, ha introdotto, per le persone fisiche, il cosiddetto “Saldo e stralcio”, ossia una riduzione delle somme dovute, per alcune tipologie di debiti riferiti a carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

In particolare rientrano nell’agevolazione:
1. i debiti delle persone fisiche derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
2. i debiti derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Attenzione: La misura interessa esclusivamente i contribuenti persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica comprovata qualora l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del nucleo familiare non sia superiore ad euro 20.000.

In particolare, chi si trova in tali condizioni può estinguere i propri debiti in forma agevolata, pagando una percentuale ridotta a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, senza corrispondere sanzioni e interessi di mora, così differenziata:
a) 16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo con ISEE fino a 8.500 euro;
b) 20% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo con ISEE da 8.500,01 a 12.500 euro;
c) 35% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo con ISEE da 12.500,01 a 20.000 euro.
A tali importi sono da aggiungere, inoltre, le somme maturate a favore dell’Agente della riscossione a titolo di aggio e spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

Per aderire al “Saldo e stralcio” è necessario presentare, entro il 30 aprile 2019, l’apposita dichiarazione di adesione:

  • alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle Entrate-Riscossione di riferimento, inviando il Modello SA-ST, debitamente compilato in ogni sua parte, con particolare attenzione alla sezione relativa all’attestazione della situazione di grave e comprovata difficoltà economica, unitamente alla copia del documento di identità. La domanda deve essere trasmessa tramite posta elettronica certificata (pec);

presso gli Sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia) consegnando il Modello SA-ST debitamente compilato e firmato.

Nel modello, il contribuente dovrà anche specificare se intende procedere al versamento della somma dovuta:

in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019;

in 5 rate di importo variabile e precisamente:

il 35% del totale dovuto entro il 30 novembre 2019;

il 20% entro il 31 marzo 2020;

il 15% entro il 31 luglio 2020;

il 15% entro il 31 marzo 2021;

il restante 15% entro il 31 luglio 2021.

Se dovesse essere indicato un numero di rate superiore a cinque (il limite massimo previsto dalla normativa) il pagamento sarà inteso comunque richiesto per cinque rate. Inoltre se una rata non dovesse essere pagata alla scadenza, dovesse essere pagata parzialmente o con un ritardo superiore a cinque giorni, la definizione non produce effetti.
Entro il 31 ottobre 2019, l’Agente della riscossione comunicherà ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini dell’estinzione, nonché quello delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.
Importante: In assenza dei requisiti, la presentazione della domanda di adesione al “saldo e stralcio”, come previsto dalla legge, sarà considerata in automatico come richiesta di accesso alla definizione agevolata prevista dall’art. 3 del D.L. n. 119/2018, la cosiddetta rottamazione-ter.

Caratteristiche del saldo e stralcio

Chi può accederePersone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica;soggetti per cui è stata aperta, alla data di presentazione della dichiarazione con cui si richiede l’accesso alla definizione agevolata, una procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento.
Verifica della grave e comprovata situazione di difficoltà economicaIndicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 20.000 euro.
Importo rientranti nella definizione agevolataSomme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;aggio maturato a favore dell’agente della riscossione.
Importi esclusi dalla definizione agevolataSanzioni comprese in tali carichi;interessi di mora;sanzioni e somme aggiuntive dovute sui crediti previdenziali.
Importi da versare sulle somme affidate a titolo di capitale e interessiISEE del nucleo familiare:non superiore a 8.500 euro: 16%;compreso tra 8.500 e 12.500 euro: 20%;superiore a 12.500 euro e fino a 20.000 euro: 35%.
Modalità operative e tempistica30 aprile 2019: presentazione dell’istanza di adesione all’Agenzia delle entrate Riscossione;31 ottobre 2019: risposta da parte di AdER con l’indicazione:in caso di esito positivo, delle somme dovute e delle eventuali rate;in caso di esito negativo, delle motivazioni per le quali la domanda è stata respinta.
VersamentiUnica soluzione entro il 30 novembre 2019;in 5 rate (sono dovuti gli interessi annui del 2%) di cui:35% con scadenza il 30 novembre 2019;20% con scadenza il 31 marzo 2020;15% con scadenza il 31 luglio 2020;15% con scadenza il 31 marzo 2021;15% con scadenza il 31 luglio 2021.







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