La trasmissione telematica dei corrispettivi

Autore: Fabio Carrirolo

Aspetti generali
Lo “scontrino elettronico” (ossia la trasmissione telematica diretta dei dati dei corrispettivi giornalieri per i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni di commercio al minuto e attività assimilate) è stato reso obbligatorio dall’art. 17 del D.L. 23.10.2018, n. 119, di modifica dell’art. 2 del D.Lgs. 5.8.2015. 

L’obbligo decorre: 

  • per gli operatori IVA che hanno avuto, nell’anno precedente al 2019, un volume di affari complessivo superiore a 400.000 euro dal 1° luglio 2019;
  • per tutti gli altri soggetti dal 1° gennaio 2020.

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica devono essere effettuati mediante strumenti tecnologici in grado di garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati dei corrispettivi; le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le caratteristiche tecniche degli strumenti devono essere definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. 

Allo scopo sono stati emanati: 

  • il provvedimento n. 182017 del 28.10.2016;
  • il provvedimento n. 99297 del 18.04.2019.

Le novità previste
Secondo le nuove disposizioni attuative (provvedimento n. 99297/2019), che aggiornano le precedenti, la memorizzazione elettronica e l’invio telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri potranno avvenire non solamente mediante i registratori telematici, ma anche mediante una nuova procedura web che verrà resa gratuitamente disponibile mediante accesso dal sito dell’Agenzia delle Entrate, e che consentirà agli operatori, anche da dispositivi mobili, di generare il “documento commerciale” di cui al D.M. 7.12.2016

Tale documento, che certifica l’acquisto effettuato dall’acquirente (art. 3 D.M.), deve contenere le seguenti indicazioni (art. 2 D.M.): 

  • a) data e ora di emissione;
  • b) numero progressivo;
  • c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente;
  • d) numero di partita IVA dell’emittente;
  • e) ubicazione dell’esercizio;
  • f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; per i prodotti medicinali in luogo della descrizione può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (AIC);
  • g) ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

I registratori telematici
Si rammenta che i registratori telematici – che possono essere utilizzati come registratori di cassa – sono costituiti da componenti hardware e software atti a registrare, memorizzare in memorie permanenti e inalterabili, elaborare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati fiscali introdotti attraverso dispositivi di input.

Le operazioni di attivazione, messa in servizio, verifica periodica e dismissione dei registratori telematici sono comunicate da ogni registratore telematico al sistema dell’Agenzia delle Entrate, producendo un censimento degli apparecchi conformi alle prescrizioni normative e della loro operatività; le informazioni acquisite telematicamente dall’Agenzia delle Entrate sono messe a disposizione del contribuente, titolare dell’apparecchio o di un intermediario appositamente delegato dal contribuente stesso, mediante area riservata presente sul sito web dell’Agenzia (provvedimento n. 182017/2016 – paragrafo 1.9). 

Il punto di raccolta unico
Con il provvedimento del 2019, come si rileva dall’allegato tecnico, viene introdotta una semplificazione per i commercianti al minuto che operano con almeno tre punti cassa per singolo punto vendita e che scelgono di trasmettere i dati dei corrispettivi mediante un unico registratore telematico (cioè un unico “punto di raccolta”). 

La trasmissione dei dati deve avvenire quotidianamente, al momento di ciascuna chiusura giornaliera, anche se l’importo ha valore “zero”. 
La trasmissione telematica si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle entrate, la ricezione del file contenente le informazioni. 
In caso di impossibilità a trasmettere i dati per mancanza di connettività, entro i 5 giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto, il file sigillato elettronicamente può essere trasferito a un dispositivo esterno per effettuare la trasmissione al fine di rispettare i termini previsti dal provvedimento n. 182017/2016. 

Le ipotesi di esonero
Conclusivamente, va detto anche che il recente D.M. 10.05.2019 ha previsto, in fase di prima applicazione, specifici esoneri dalla “scontrinatura elettronica” per: 

  • le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21.12.1996, n. 696, e dei DD.MM. 13.02.2015 e 27.10.2015 (cessioni di tabacchi, giornali quotidiani e periodici, prodotti agricoli, nonché servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente, e servizi elettronici, di telecomunicazione e teleradiodiffusione nei confronti di privati);
  • le prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, per le quali i biglietti di trasporto assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  • fino al 31.12.2019, le operazioni collegate e connesse a quelle sopra indicate, nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, effettuate in via marginale;
  • le operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale.

Tali operazioni continuano ad essere annotate nel registro dei corrispettivi, fermo restando l’obbligo di documentazione mediante il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale. 

Comunque, in via opzionale, anche i soggetti esonerati possono scegliere di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri. 

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