E-commerce fuori dall’obbligo di scontrino elettronico

Autore: Sandra Pennacini

Come noto, con l’articolo 17 del D.L. 119/2018 è stato riscritto l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, prevedendo l’obbligo (e non più la facoltà, come previsto in precedenza) di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi a carico dei soggetti di cui all’articolo 22 del D.P.R. 633/72, ovvero dei soggetti che ad oggi certificano i corrispettivi tramite scontrino fiscale o ricevuta fiscale, e che sono obbligati all’emissione di fattura solo se questa è espressamente richiesta dal cliente. 

Tale obbligo – che per brevità definiremo obbligo di gestione dello “e-scontrino” – decorre, secondo quanto previsto dalle disposizioni generali, a partire dal: 

  • 1 luglio 2019 per i soggetti che hanno conseguito nel 2018 un volume d’affari superiore a 400.000 euro (il riferimento è al rigo VE50 del Modello IVA 2019);
  • 1 gennaio 2020 per tutti i contribuenti di cui all’articolo 22 del D.P.R. 633/72.

A partire dalla data di decorrenza dell’obbligo i contribuenti interessati non potranno più avvalersi né dello scontrino fiscale né della ricevuta fiscale

Registratore telematico e registro dei corrispettivi
Per adempiere ai nuovi obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, i contribuenti dovranno dotarsi di un Registratore Telematico, ovvero di un apparecchio che, rispettando le specifiche tecniche imposte dalla normativa, consente la memorizzazione elettronica dei corrispettivi in un’apposita memoria interna, inviolabile, nonché di inviare il flusso giornaliero dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate. 

Sempre grazie al Registratore Telematico sarà prodotto il “documento commerciale”, ovvero il documento – il cui rilascio al cliente finale è obbligatorio – che sostituisce lo scontrino fiscale e la ricevuta fiscale, e che svolge funzioni di quietanza e ricevuta. 

La memorizzazione elettronica, trasmissione telematica ed il rilascio del documento commerciale potranno altresì essere effettuati avvalendosi dell’applicazione gratuita dell’Agenzia delle entrate dedicata ai corrispettivi elettronici, annunciata, ma ad oggi non rilasciata. 

Con l’avvio dell’obbligo di e-scontrino, i contribuenti interessati non dovranno più mantenere la compilazione del registro dei corrispettivi, sostituito dalla trasmissione telematica dei corrispettivi stessi.

Fatta questa breve premessa di carattere generale, occorre evidenziare che, anche laddove il contribuente rientri tra i soggetti obbligati all’e-scontrino, talune tipologie di corrispettivi continueranno ad essere certificate con le modalità pregresse

La risposta ad interpello 198/2019: e-commerce
Sul punto degli esoneri legati alla natura del contribuente, o alla tipologia di corrispettivi da certificare, l’Agenzia delle Entrate è tornata con risposta ad interpello n. 198/2019, pubblicata in data 19 giugno 2019, richiamando quanto statuito con Decreto Ministeriale 10 maggio 2019. 

Il Decreto ha delineato una serie di casi di esonero dall’obbligo di e-scontrino, stabilendo che tra tali casi rientrano – indipendentemente dal volume d’affari realizzato dal contribuente – i corrispettivi che si riferiscono a cessioni di beni o prestazioni di servizi per i quali, già attualmente, vige l’esonero dall’emissione di scontrino fiscale o ricevuta fiscale

È questo il caso oggetto di interpello: un contribuente, commerciante al dettaglio che opera tramite una rete di negozi, effettua anche commercio on-line, ed interroga l’Agenzia in merito alla necessità di certificare le cessioni di beni effettuate nell’ambito dell’e-commerce tramite scontrino elettronico. 

In risposta, l’Agenzia ricorda che (come peraltro accaduto all’atto dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica) il cambio delle “modalità” di certificazione dei corrispettivi non va ad intaccare quelle che sono le regole generali in materia IVA. 

Per quanto sopra, posto che l’attività di vendita on line posta in essere dal contribuente si configura come commercio elettronico indiretto (ovvero commercio via internet, cui segue una consegna fisica dei beni), tale fattispecie fiscalmente rientra nella categoria delle vendite a distanza o per corrispondenza.

In caso di vendita per corrispondenza, i contribuenti – ai sensi dell’articolo 2, lettera oo) del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696 – sono esonerati dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale. Parimenti, saranno esonerati dall’e-scontrino.

Alla luce di quanto sopra, occorre prestare attenzione al fatto che la tenuta del registro dei corrispettivi dovrà essere mantenuta, ma solo per quanto riguarda le vendite e-commerce. 

Il quadro finale sarà pertanto: 

  • Per le vendite effettuate in negozio obbligo di utilizzo del Registratore Telematico (o app), ed invio telematico dei corrispettivi. Tali corrispettivi non dovranno essere annotati sul registro corrispettivi in quanto già oggetto di trasmissione telematica.
  • Per le vendite effettuate on-line, nessuna emissione di e-scontrino, e dovrà essere mantenuta l’annotazione giornaliera dei corrispettivi sull’apposito registro (articolo 24 D.P.R. 633/72).

Per completezza si ricorda che anche per le vendite on-line vale comunque il principio generale per il quale la fattura deve essere emessa, se espressamente richiesta dal cliente
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