Il decreto “Crescita” è legge: le principali novità fiscali in arrivo

Nel prospetto che segue si riporta una sintesi delle misure fiscali. 

La SINTESI del “DECRETO CRESCITA” (D.L. n. 34/2014) CONVERTITO in LEGGE
SUPERAMMORTAMENTO (art. 1)Viene reintrodotto il superammortamento nella misura del 130 per cento per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019.La maggiorazione è ammessa anche qualora il bene venga consegnato entro il 30 giugno 2020 (semprechè entro il 31 dicembre 2019, l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione). La maggiorazione, peraltro, potrà essere utilizzata soltanto per la quota di investimenti di importo non superiore a 2,5 milioni di euro. Beni esclusiCome già previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018), sono esclusi dal superammortamento gli investimenti in:veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali;beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988  prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento;fabbricati e costruzioni;beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208).Il superammortamento non era stato confermato dalla legge n. 145/2018 (legge di Bilancio 2019).IperammortamentoL’iperammortamento, invece, era stato prorogato dall’art. 1, commi da 60 a 65 , della legge n. 145/2018, seppure con tre aliquote differenziate in funzione dell’entità dell’investimento (170 per cento per gli investimenti di importo non superiore a 2,5 milioni di euro; 100 per cento per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni; 50 per cento  per gli investimenti di importo tra 10 e 20 milioni di euro).
MINI-IRES – ALIQUOTA RIDOTTA sugli UTILI REINVESTITI (art. 2)Viene soppressa la mini-Ires, introdotta dall’art. 1, commi da 28 a 34 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145). Contestualmente si prevede l’introduzione di un’agevolazione Ires finalizzata ad incentivare il reimpiego degli utili in azienda.In particolare, è prevista un’aliquota ridotta sugli utili reinvestiti, a prescindere dalla loro destinazione specifica, pari:al 22,5 per cento per l’anno d’imposta 2019;al 21,5 per cento per il 2020;al 21 per cento per il 2021;al 20,5 per cento per il 2022;al 20 per cento per i periodi d’imposta successivi (cioè dal 2023, a regime).A tal fine la norma precisa quanto segue:l’agevolazione è riconosciuta per un importo pari agli utili di esercizio accantonati a riserve, diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento di patrimonio netto;l’incremento di patrimonio netto è dato dalla differenza tra i seguenti elementi:
– patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d’imposta di riferimento, senza considerare il risultato netto del conto economico dell’esercizio medesimo, al netto degli utili accantonati a riserva agevolati nei periodi d’imposta precedenti;
– patrimonio netto risultante dal bilancio di esercizio del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, senza considerare il patrimonio netto del conto economico dell’esercizio stesso. Destinatari della normaIl sesto comma dell’art. 2 estende le norme in commento agli imprenditori individuali, alle società in nome collettivo e in accomandita semplice, e, più in generale, ai soggetti IRPEF in regime d’impresa in contabilità ordinaria. CumuloÈ consentito il cumulo dell’agevolazione in esame con altri benefici concessi, fatta eccezione di quelli che prevedono un regime di determinazione forfetaria del reddito e degli enti del Terzo Settore che usufruiscono della riduzione a metà dell’Ires ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601.
DEDUCIBILITÀIMU (art. 3)Previsto l’incremento della deducibilità dell’Imu dovuta sui beni strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo. Tale percentuale era già stata aumentata al 40 per cento dall’art. 1, comma 12 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).In particolare, attraverso la modifica dell’art. 14, comma 1 , del D.Lgs. 4 marzo 2011, n. 23, si prevedono le seguenti percentuali di deducibilità:PERIODI d’IMPOSTAAMMONTARE dell’IMU DEDUCIBILE2019 (1)50 per centoDal 2020 (1)60 per centoDal 2022 (1)70 per centoDal 2023 (1)100 per cento(1) Per i soggetti con l’esercizio coincidente con l’anno solare. 
CEDOLARE SECCA – PROROGA (art. 3-bis)Addio alle sanzioni previste in caso di omessa comunicazione della proroga del regime di cedolare secca.La norma, infatti, dispone l’abrogazione dell’ultimo periodo dell’art. 3, comma 3, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, ai sensi del quale in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale sia stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, si applica la sanzione nella misura fissa di 100 euro. Tale importo è ridotto a 50 euro se la comunicazione viene presentata con un ritardo non superiore a 30 giorni. Al riguardo si ricorda che:
1. la cedolare secca per le locazioni abitative è stata istituita dal richiamato art. 3 del D.Lgs. n. 23/2011, come modificato dall’art. 4 del D.L. 31 agosto 2013, n. 102 convertito con modifiche dalla Legge 28 ottobre 2013, n. 124;
2. per effetto dell’art. 9 del D.L. 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modifiche dalla Legge 23 maggio 2014, n. 80, per i citati contratti di locazione del c.d. “canale concordato”, per gli anni dal 2014 al 2019 l’aliquota della cedolare secca è ridotta al 10 per cento;
3. la norma da ultimo citata si applica anche ai contratti di locazione stipulati nei Comuni per i quali negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 28 marzo 2014, n. 47, sia stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi, ai sensi dell’art. 2, comma 1 , lettera c), della Legge 24 febbraio 1992, n. 225;
4. l’art. 1, comma 59 , della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha esteso il regime della cedolare secca anche alle locazioni commerciali.
DICHIARAZIONI REDDITI ed IRAP – DISTRIBUZIONE CARTACEA (art. 3-bis)Prevista la soppressione della distribuzione gratuita dei modelli cartacei relativi alle dichiarazioni dei redditi ed Irap delle persone fisiche non obbligate alla tenuta delle scritture contabili (prevista dall’art. 1, comma 2, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322).
IMU e TASI – DICHIARAZIONE (art. 3-ter)Il termine di presentazione della dichiarazione Imu/Tasi slitta dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo.
IMMOBILI in COMODATO d’USO (art. 3-quater)Vengono soppressi gli obblighi dichiarativi relativi al possesso dei requisiti richiesti per fruire delle agevolazioni Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado, nonché per fruire delle agevolazioni sugli immobili in locazione a canone concordato.
REDDITI FONDIARI (art. 3-quinquies)Per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020, è possibile usufruire della detassazione dei canoni non percepiti senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida di sfratto. Occorre peraltro dimostrare di aver notificato l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità. Efficacia temporaleCome detto sopra, le nuove regole si applicano ai contratti stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2020; per quelli stipulati prima, per le imposte versate sui canoni scaduti e non percepiti come da accertamento avvenuto nell’ambito di un procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, spetta un credito di imposta di pari ammontare.
PATENT BOX (art. 4)Si prevede la possibilità di accedere al Patent Box mediante la determinazione diretta del beneficio. La norma dispone inoltre che in caso di rettifica del reddito escluso da imposizione, la sanzione per infedele dichiarazione non si applichi qualora – nel corso della verifica – il contribuente consegni al Fisco la documentazione idonea a consentire il riscontro della corretta determinazione della quota di reddito escluso. Seguirà un provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate.Tale disciplina:
– si applica previa opzione da parte del contribuente;
– è alternativa a quella ordinaria fondata sull’accordo di cui all’art. 31-ter del D.P.R. n. 600/1973;
– si applica dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge in commento.
CONTROLLI FORMALI – DOCUMENTAZIONE (art. 4-bis)Divieto per l’Ufficio di chiedere ai contribuenti documenti relativi a informazioni disponibili nell’anagrafe tributaria o a dati trasmessi da parte di soggetti terzi in ottemperanza a obblighi dichiarativi, certificativi o comunicativi: lo prevede il nuovo comma 3-bis dell’art. 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Eventuali richieste di documenti effettuate dall’amministrazione per dati già in suo possesso sono considerate inefficaci.La norma – emanata in attuazione dell’art. 6, comma 4, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) – incontra peraltro una deroga qualora la richiesta riguardi la verifica di requisiti soggettivi che non emergono dalle informazioni presenti nella stessa Anagrafe oppure informazioni in possesso dell’Amministrazione finanziaria non conformi a quelli dichiarati dal contribuente.
DICHIARAZIONI dei REDDITI – TERMINI (art. 4-bis)Slittano i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap (art. 2, D.P.R. n. 322/1998). In particolare:SOGGETTOVECCHIO TERMINENUOVO TERMINEPERSONE FISICHESOCIETÀ di PERSONE30 settembre (1)30 novembre (1)SOGGETTI IRESUltimo giorno del 9° mese (2)Ultimo giorno dell’11° mese (2)(1) Dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.(2) Successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. 
OMESSA TRASMISSIONE di DICHIARAZIONI e COMUNICAZIONI (art. 4-ter)Per i soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate alla trasmissione dei dati contenuti nelle dichiarazioni, l’omissione ripetuta della trasmissione di dichiarazioni o di comunicazioni su cui è stato rilasciato l’impegno cumulativo a trasmettere, costituisce grave irregolarità e pertanto è causa di revoca dell’abilitazione.
DELEGA UNICA (art. 4-ter)La norma prevede la possibilità per il contribuente/sostituto d’imposta di conferire all’intermediario un incarico alla predisposizione di più dichiarazioni e comunicazioni a fronte del quale quest’ultimo rilascia un impegno unico a trasmettere. A tal fine l’intermediario rilascia al contribuente o al sostituto di imposta, anche se non richiesto, l’impegno cumulativo a trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nelle dichiarazioni o comunicazioni. L’impegno si intende conferito per la durata indicata nell’impegno stesso o nel mandato professionale e comunque fino al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è stato rilasciato, salvo revoca espressa da parte del contribuente o del sostituto d’imposta.
F24 (art. 4-quater)Il modello F24 potrà essere utilizzato anche per il versamento delle tasse sulle concessioni governative e delle tasse scolastiche. Tali disposizioni acquistano efficacia a decorrere dal sesto mese successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e, in ogni caso, non prima del 1° gennaio 2020. Versamento cumulativoIl versamento dell’addizionale comunale Irpef può essere effettuato dai sostituti d’imposta cumulativamente per tutti i comuni di riferimento.
ISA (art. 4-quinquies)I contribuenti interessati dall’applicazione degli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) non sono tenuti a dichiarare, a tali fini, dati già contenuti negli altri quadri della dichiarazione dei redditi. Resta peraltro fermo che ai fini del calcolo degli indici di affidabilità rilevano le variabili contenute nelle Note tecniche e metodologiche approvate con apposito decreto ministeriale (art. 9-bis, comma 4-bis , D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96).La norma prevede inoltre che l’Agenzia delle Entrate renda disponibili, ai soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, i dati in suo possesso utili per l’applicazione degli Isa nell’area riservata del suo sito istituzionale. Efficacia temporaleLe nuove regole si applicheranno a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020.
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA UNICA (art. 4-sexies)A decorrere dal 1° gennaio 2020, la dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ha validità dal momento della presentazione fino al successivo 31 dicembre (e non più fino al 31 agosto). Inoltre, all’avvio del periodo di validità fissato al 1° gennaio, i dati sui redditi e i patrimoni presenti nella DSU sono aggiornati prendendo a riferimento il secondo anno precedente.È comunque possibile aggiornare i dati prendendo a riferimento i redditi e i patrimoni dell’anno precedente qualora vi sia convenienza per il nucleo familiare (art. 10, comma 4, D.Lgs. 15 settembre 2017, n. 147).
SEMPLIFICAZIONE degli ATTI e della MODULISTICA (art. 4 septies)Con la modifica dell’art. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212, si dispone che l’Amministrazione finanziaria assuma iniziative volte a garantire che i modelli di dichiarazione, le relative istruzioni, i servizi telematici,  la modulistica e i documenti di prassi amministrativa siano messi a disposizione del contribuente, con idonee modalità di comunicazione e di pubblicità.I sudetti documenti e servizi devono essere resi disponibili almeno sessanta giorni prima del termine assegnato al contribuente per l’adempimento al quale si riferiscono.Inoltre, i modelli e le relative istruzioni devono essere comprensibili anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria.L’Amministrazione finanziaria deve assicurare che il contribuente possa ottemperare agli obblighi tributari con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli.
CONTRADDITTORIO PREVENTIVO (art. 4-octies)Introdotto in capo all’Amministrazione finanziaria l’obbligo di avviare – attraverso la notifica di un invito a comparire – un contraddittorio con il contribuente finalizzato alla definizione in via amministrativa della pretesa tributaria, prima dell’emissione di un avviso di accertamento (art. 5-ter , D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218).La regola non si applica:
– qualora sia stata rilasciata copia del processo verbale di chiusura delle operazioni;
– agli avvisi di accertamento parziale;
– agli avvisi di rettifica parziale;
– in tutti i casi di particolare e motivata urgenza;
– nelle ipotesi di fondato pericolo per la riscossione.Mancata adesioneIn tal caso l’avviso di accertamento dev’essere motivato sotto il profilo dei chiarimenti forniti e dei documenti prodotti dal contribuente nel contraddittorio. Mancato avvio del contraddittorioComporta l’invalidità dell’avviso di accertamento qualora, a seguito di impugnazione, il contribuente dimostri in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere se il contraddittorio fosse stato attivato. TerminiQualora tra la data di comparizione indicata nell’invito a comparire e quella di decadenza dal potere di notificazione dell’atto impositivo intercorrano meno di 90 giorni, il termine di decadenza per la notifica dell’atto impositivo è automaticamente prorogato, in deroga a quello ordinario, di 120 giorni (art. 5, comma 3-bis , D.Lgs. 218/1997).Accertamento con adesioneAnche in caso di notifica di un avviso di accertamento preceduto da un invito obbligatorio, prima della presentazione del ricorso il contribuente non può più presentare un’istanza di accertamento con adesione (art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 218/1997).Efficacia temporaleLe nuove regole si applicano agli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020.
AGENZIA delle ENTRATE-RISCOSSIONE – DIFESA in GIUDIZIO (art. 4-novies)Fatta eccezione per le controversie riservate su base convenzionale alla difesa dell’Avvocatura dello Stato, l’Agenzia delle entrate-Riscossione può avvalersi, anche innanzi alla magistratura tributaria, di proprio personale interno o di legali del libero foro, selezionati nel rispetto del Codice degli appalti pubblici.
RAVVEDIMENTO OPEROSO (art. 4-decies)Vengono introdotte alcune novità in materia di ravvedimento operoso, con esclusivo riferimento ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate (art. 13-bis , D.Lgs. n. 472/1997). In particolare:attraverso una norma interpretativa (con efficacia retroattiva), si prevede che l’istituto del ravvedimento operoso si applica anche nei casi di versamento frazionato delle imposte dovute, purché il versamento della parte dell’imposta e delle sanzioni e interessi sia effettuato nei termini di legge per avvalersi del ravvedimento;se l’imposta dovuta è versata in ritardo, e il ravvedimento intervenga successivamente, la sanzione applicabile corrisponde a quella riferita all’integrale tardivo versamento e gli interessi sono dovuti per l’intero periodo di ritardo; la riduzione in caso di ravvedimento è riferita al momento di perfezionamento dello stesso;nel caso di versamento tardivo dell’imposta frazionata in scadenze differenti, al contribuente è consentito:
1. ravvedere autonomamente i singoli versamenti, con le riduzioni di cui al precedente periodo;
2. ravvedere il versamento complessivo, applicando alla sanzione la riduzione individuata in base alla data in cui la stessa è regolarizzata.
CREDITO d’IMPOSTA R&SUna norma contenuta nella versione originaria del provvedimento (approvata lo scorso 4 aprile) disponeva quanto segue, attraverso alcune modifiche apportate all’art. 3 del D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modifiche dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 9:il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo è prorogato fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023;a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020, si applicherà un’unica percentuale del 25 per cento (in luogo del regime attuale, che prevede due percentuali a seconda della tipologia di investimento, pari al 25 e al 50 per cento);si applicherà una nuova media di riferimento (triennio 2016-2018 anziché 2012-2014).L’ultima versione del provvedimento non contiene più queste disposizioni. In materia era intervenuta da ultimo la legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).
“RIENTRO dei CERVELLI” (art. 5)Sono state introdotte importanti modifiche alla disciplina relativa ai cosiddetti “impatriati” (art. 16, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147) e al regime sul “rientro dei cervelli” (art. 44, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122). In particolare:passa dal 50 al 70 per cento la riduzione dell’imponibile;si semplificano le condizioni richieste per accedere al regime fiscale di vantaggio;si estendono le agevolazioni anche ai lavoratori che avviano un’attività d’impresa a partire dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2020;in presenza di determinate condizioni, si introducono ulteriori agevolazioni fiscali per ulteriori cinque periodi d’imposta. Docenti e ricercatoriRegole ad hoc sono previste per i docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia dal 2020, nonché per i ricercatori universitari. Sportivi professionistiIn sede di conversione sono state inoltre introdotte norme fiscali per gli sportivi professionisti impatriati. In particolare, si prevede che i redditi di tali soggetti concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50 per cento del loro ammontare.
PENSIONATI ESTERI – FLAT TAX (art. 5-bis)Viene modificato il regime fiscale opzionale (introdotto all’art. 1, commi 273 e 274 , della legge di Bilancio 2019 – Legge 30 dicembre 2018, n. 145) – che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva Irpef nella misura del 7 per cento, per i titolari di pensione erogata da fonte estera che trasferiscono la residenza dall’estero nei piccoli comuni del Mezzogiorno. In particolare:si espungono i redditi percepiti da fonte estera, attraverso una modifica dell’art. 24-ter del Tuir;passa da 5 a 9 periodi di imposta il periodo di validità dell’opzione;si prevede la possibilità di mantenere valida l’opzione anche in caso di versamento tardivo dell’imposta sostitutiva.
PROGETTI di INNOVAZIONE SOCIALE (art. 5-ter)Per il 2019 sono esenti da imposizione fiscale le somme, configurate quali “contributi in natura”, che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha erogato e deve tuttora erogare nell’ambito della gestione dell’Avviso 84/Ric del 2 marzo 2012, “Progetti di innovazione sociale” (art. 60-ter, D.L. n. 50/2017).
REGIME FORFETARIO (art. 6)I contribuenti che applicano il regime forfetario sono tenuti ad effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente (nonché sui redditi ad essi assimilati). Si interviene quindi sul testo dell’art. 1, comma 69 , secondo periodo, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015).La materia era stata ampiamente modificata ad opera della legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018 ), che ha introdotto la flat tax per le partite Iva con un volume di compensi o ricavi non superiore a 65mila euro annui.
ERRATA APPLICAZIONE dell’IVA (art. 6)In sede di conversione è stata introdotta una norma che conferisce efficacia retroattiva alla disciplina sanzionatoria più favorevole, introdotta dalla legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 935 ), prevista in caso di applicazione dell’Iva in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore.Per effetto delle nuove norme, la sanzione in misura fissa e il diritto a mantenere la detrazione – salvo frode fiscale – si applicano anche ai casi antecedenti il 1° gennaio 2018.
REGIME FORFETARIO – OBBLIGHI INFORMATIVI (art. 6-bis)Gli obblighi informativi posti a carico dei soggetti che intendono accedere al regime forfetario, non comprendono dati ed informazioni già presenti, alla data di approvazione dei modelli di dichiarazione dei redditi, nelle banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, oppure che siano da comunicare o dichiarare al Fisco entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
EDILIZIA (art. 7)Fino al 31 dicembre 2021, ai trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che – entro i successivi 10 anni – provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi edifici, in chiave antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, nonché alla loro alienazione, l’imposta di registro e le imposte ipotecarie e catastali si applicano nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Ambito di applicazioneTali agevolazioni:non vengono meno in presenza di variazioni volumetriche rispetto al fabbricato preesistente (semprechè la disciplina urbanistica lo consenta);operano anche in caso di operazioni esenti da Iva, ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 633 del 1972, e anche in caso di successiva alienazione di fabbricati suddivisi in più unità immobiliari, qualora sia alienato almeno il 75 per cento del volume del nuovo fabbricato. SanzioniQualora non si verifichino le condizioni di cui sopra, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sanzione pari al 30 per cento delle medesime imposte. Sono inoltre dovuti gli interessi di mora a decorrere dall’acquisto dell’immobile.
TASI – ESENZIONI (art. 7-bis)Sono esenti dal tributo per i servizi indivisibili (Tasi) i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita a decorrere dal 1° gennaio 2022, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.
SISMA-BONUS (art. 8)Una norma del decreto estende – nei comuni ricadenti nelle zone a rischio sismico “2” e “3” – le agevolazioni previste dall’art. 16, comma 1-septies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90.Si tratta della possibilità di detrarre il prezzo di acquisto dell’unità immobiliare, calcolato su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96mila euro, venduta da imprese di ricostruzione o ristrutturazione immobiliare che abbiano demolito o ricostruito, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica, l’immobile oggetto di successiva alienazione.I benefici previsti dall’art. 46-quater del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, sono così estesi agli immobili situati nelle zone classificate a “rischio sismico 2 e 3”. Misure della detrazioneLa detrazione in esame è riconosciuta nelle seguenti misure:75 per cento, a fronte della riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;85 per cento, a fronte della riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.
STRUMENTI FINANZIARI CONVERTIBILI (art. 9)Introdotto un regime di non concorrenza alla formazione del reddito imponibile degli emittenti ai fini Ires e Irap dei maggiori o minori valori che derivano dall’attuazione di specifiche previsioni contrattuali relative agli strumenti finanziari diversi da azioni e titoli similari. Viene così esteso a tutti gli strumenti finanziari in possesso di determinate caratteristiche, il regime di cui all’art. 2, comma 22-bis, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modifiche dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148.
BONUS ENERGIA e RISCHIO SISIMICO (art. 10)I contribuenti che hanno sostenuto spese per gli interventi di efficienza energetica ed antisismici di cui, rispettivamente, agli artt. 14 e 16 del D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90, possono ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.Credito d’impostaIl fornitore potrà recuperare tale contributo sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione in 5 quote annuali di pari importo. Modifiche introdotte in sede di conversioneSi prevede la possibilità – per i fornitori che hanno effettuato gli interventi – di cedere il credito d’imposta. Analoga facoltà è stata riconosciuta ai beneficiari di detrazioni per interventi di realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, nonché ai relativi fornitori.
VEICOLI – INCENTIVI (art. 10-bis)Viene esteso l’incentivo all’acquisto di ciclomotori e motoveicoli, sia elettrici che ibridi, di tutte le categorie L a prescindere dalla potenza.Tali misure agevolative sono state introdotte dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145).
AGGREGAZIONI di IMPRESE (art. 11)Il decreto in esame ripropone il cosiddetto “bonus aggregazione”, che fu introdotto dall’art. 4 del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modifiche dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, e, in precedenza, dall’art. 1, commi da 242 a 249, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007).La norma dispone, in particolare, che in presenza di determinati requisiti e limitatamente alle operazioni effettuate entro il 31 dicembre 2022, il disavanzo da concambio derivante da operazioni di fusione e di scissione e – in caso di conferimento di azienda ex art. 176 del Tuir – il maggior valore iscritto dalla società conferitaria, vengano riconosciuti fiscalmente a titolo gratuito. In altre parole, in deroga al principio di neutralità fiscale tipico delle operazioni straordinarie, viene disposto il riconoscimento fiscale gratuito del maggior valore attribuito all’avviamento, nonché ai beni strumentali materiali ed immateriali per effetto dell’imputazione su tali poste di bilancio del disavanzo da concambio che emerge in sede delle citate operazioni di aggregazione aziendale.Di conseguenza:i maggiori ammortamenti saranno deducibili fiscalmente;la norma produrrà effetto anche sulla quantificazione delle eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate successivamente al decorso del termine di quattro periodi d’imposta.L’agevolazione in commento, peraltro, si applicherà esclusivamente ai soggetti Ires di cui all’art. 73, comma 1, lettera a), del Tuir.
REGIME di “REALIZZO CONTROLLATO” (art. 11-bis)L’applicazione del regime di “realizzo controllato”, previsto in caso di scambio di partecipazioni di controllo mediante conferimento, viene estesa – in determinate circostanze – alle operazioni di scambio che non riguardano partecipazioni di controllo.
SAN MARINO – FATTURAZIONE ELETTRONICA (art. 12)L’obbligo di fatturazione elettronica viene esteso anche ai rapporti commerciali tra l’Italia e la Repubblica di San Marino (in materia si rinvia al D.M. 24 dicembre 1993). Vengono pertanto semplificati gli adempimenti certificativi, allineandoli a quelli applicabili in territorio italiano. Sono peraltro confermati i casi di esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica previsti da disposizioni specifiche (come ad esempio quelli disposti per i contribuenti rientranti nel regime di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011).
LUCI VOTIVE – IVA (art. 12-bis)Dal 1° gennaio 2019, tra le attività qualificate come “commercio al minuto” ai fini Iva vi sono anche le prestazioni di gestione del servizio delle lampade votive nei cimiteri.
EMISSIONE della FATTURA – TERMINI (art. 12-ter)A decorrere dal 1° luglio 2019 la fattura dev’essere emessa entro 12 giorni (non più 10) dal momento dell’effettuazione dell’operazione di cessione del bene o di prestazione del servizio.
COMUNICAZIONE LIQUIDAZIONI PERIODICHE IVA (art. 12-quater)La comunicazione dei dati contabili delle liquidazioni trimestrali Iva per il quarto trimestre può essere effettuata insieme con la dichiarazione annuale Iva, che in tal caso dev’essere presentata entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
TRASMISSIONE TELEMATICA dei CORRISPETTIVI (art. 12-quinquies)La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri da parte dei commercianti al minuto e dei soggetti assimilati, può essere effettuata entro 12 giorni dall’operazione.Restano invariati gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi, nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche Iva ex art. 1, comma 1, D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100.Nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi – decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a euro 400.000 e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti – non si applicano le sanzioni in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’Iva.
VERSAMENTI – TERMINI (art. 12-quinquies)Vengono prorogati al 30 settembre i termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva, in scadenza tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti nei confronti dei quali sono stati approvati gli Isa e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito.
CREDITO IVA TRIMESTRALE – CESSIONE (art. 12-sexies)Con una norma introdotta in sede di conversione, si prevede la possibilità di cedere il credito Iva anche trimestrale (e non soltanto annuale), ai sensi dell’art. 5, comma 4-ter , del D.L. n. 70/1988.
DICHIARAZIONI di INTENTO (art. 12-septies)A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 34/2019 , l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’Iva deve risultare da una dichiarazione (redatta in conformità ad un apposito modello), trasmessa in via telematica all’Agenzia medesima.La dichiarazione può riguardare anche più operazioni e gli estremi del protocollo di ricezione della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa, oppure indicati dall’importatore nella dichiarazione doganale. Adempimenti soppressiViene abrogato l’art. 1, comma 2, del D.L. 29 dicembre 1983, n. 746, ai sensi del quale la dichiarazione dalla quale risulta l’intento di avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’Iva dev’essere redatta in duplice esemplare, progressivamente numerata dal dichiarante e dal fornitore o prestatore, annotata entro i 15 giorni successivi a quello di emissione o ricevimento in apposito registro e conservata, e gli estremi della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa. SanzioniIn capo al cedente o al prestatore che effettuano cessioni o prestazioni senza aver prima riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, si applica una sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell’imposta. DecorrenzaLe nuove norme si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 34/2019 .
CONTABILITÀ in FORMA MECCANIZZATA (art. 12-octies)Viene esteso a tutti i registri contabili aggiornati con sistemi elettronici, in qualsiasi supporto, l’obbligo di stampa cartacea soltanto all’atto del controllo e su richiesta dell’organo procedente, attualmente previsto per i soli registri Iva (art. 7, comma 4-quater, D.L. 357/1994).
FATTURA ELETTRONICA – IMPOSTA di BOLLO (art. 12-novies)L’Agenzia delle Entrate, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche, potrà verificare con procedure automatizzate la corretta annotazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, in funzione della natura e dell’importo delle operazioni indicate nelle fatture. Inoltre, provvederà ad integrare automaticamente le fatture che, dovendo scontare l’imposta, sono state trasmesse prive dell’indicazione dell’assolvimento virtuale.Qualora non sia possibile effettuare tale verifica con procedure automatizzate, restano comunque applicabili le ordinarie procedure di regolarizzazione dell’imposta di bollo.SanzioniIn caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’imposta resa nota dall’Agenzia delle Entrate si applica la sanzione del 30 per cento del dovuto (di cui all’art. 13, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471).
PIATTAFORME DIGITALI (art. 13)Il soggetto passivo che facilita, attraverso un’interfaccia elettronica, le vendite a distanza è tenuto a trasmettere, per ciascun fornitore, la denominazione, la residenza o il domicilio, l’indirizzo di posta elettronica, il numero totale delle unità vendute in Italia e il valore delle vendite (che potrà essere indicato in termini di ammontare totale dei prezzi di vendita o di prezzo medio di vendita). PeriodicitàPer tale adempimento è prevista la cadenza trimestrale, secondo modalità che saranno stabilite con apposito provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate.
VENDITA di ALCOLICI – DENUNCIA (art. 13-bis)Viene reintrodotto l’obbligo di denuncia fiscale per la vendita di alcolici negli esercizi pubblici, negli esercizi di intrattenimento pubblico, negli esercizi ricettivi e nei rifugi alpini.
DIRITTI DOGANALI – PAGAMENTO (art. 13-ter)Prevista la possibilità per i contribuenti di pagare i diritti doganali mediante strumenti di pagamento tracciabili ed elettronici (art. 77, D.P.R. n. 43/1973).
LOCAZIONI BREVI – INTERMEDIARI – RESPONSABILITÀ SOLIDALE (art. 13-quater)Gli intermediari immobiliari residenti in Italia, appartenenti al medesimo gruppo degli intermediari non residenti che non abbiano nominato un rappresentante fiscale, sono solidalmente responsabili per il pagamento della ritenuta sui canoni e corrispettivi relativi ai contratti di locazione breve.
LOCAZIONI BREVI – BANCA DATI (art. 13-quater)Viene istituita una banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi, identificate secondo un codice alfanumerico, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, consentendone l’accesso all’Agenzia delle Entrate. I titolari delle strutture ricettive, gli intermediari e i soggetti che gestiscono portali telematici devono pubblicare tale codice identificativo nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione. Per l’omesso adempimento si applica una sanzione pecuniaria da 500 a 5mila euro.
TRIBUTI LOCALI – ROTTAMAZIONE (art. 15)Gli enti territoriali possono prevedere la definizione agevolata (con l’esclusione delle sanzioni) delle proprie entrate, anche tributarie, la norma, in particolare, si applica:a regioni, province, città metropolitane e comuni;ai provvedimenti di ingiunzione fiscale di cui al R.D. 14 aprile 1910, n. 639, notificati dal 2000 al 2017, dagli enti di cui sopra o dai concessionari privati della riscossione (di cui all’art. 53 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446).
TRIBUTI LOCALI – MISURE di CONTRASTO all’EVASIONE (art. 15-ter)Gli enti locali possono subordinare alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti richiedenti il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, inerenti attività commerciali o produttive.
DISTRIBUTORI di CARBURANTE (art. 16)Il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti di impianti di distribuzione di carburanti dall’art. 1, comma 924, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) spetta solo a fronte delle commissioni bancarie relative a cessioni di carburanti e non a fronte di transazioni diverse.
ROTTAMAZIONE-TER e SALDO e STRALCIO – RIAPERTURA dei TERMINI (art. 16-bis)Vengono riaperti al 31 luglio 2019 i termini per aderire:alla rottamazione ter delle cartelle esattoriali, ovvero la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017;al saldo e stralcio dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica, affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017 (tale misura fu introdotta dalla legge di Bilancio 2019 – Legge 30 dicembre 2018, n. 145).
SOCIETÀ AGRICOLE – IMU (art. 16-ter)Le società agricole sono equiparate agli imprenditori agricoli a titolo principale (Iap) e ai coltivatori diretti, al fine di includerle nelle agevolazioni fiscali riconosciute a questi ultimi ai fini Imu (di cui all’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201/2011). La norma è retroattiva.
“NUOVA SABATINI” (art. 20)Cambiano le modalità operative di funzionamento della “Nuova Sabatini”. Il decreto prevede infatti:l’inserimento – tra i soggetti abilitati a rilasciare i finanziamenti agevolati – anche degli altri intermediari finanziari iscritti al relativo albo di cui all’art. 106 del D.Lgs. n. 385/1993, che statutariamente operano nei confronti delle Pmi;l’aumento a 4 milioni di euro del valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa;la possibilità di erogare il contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 100mila euro.
PMI – CAPITALIZZAZIONE (art. 21)Previsti contributi alle Pmi costituite in forma societaria che avviano processi di ricapitalizzazione da parte dei soci. A tal fine il provvedimento adotta lo schema già utilizzato per la “Nuova Sabatini”.
ATTIVITÀ COMMERCIALI, ARTIGIANALI e di SERVIZI – INCENTIVI (art. 30-ter)Viene introdotta – con effetto dal 1° gennaio 2020 – un’agevolazione finalizzata a promuovere l’economia locale attraverso la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi. Si tratta di un contributo riconosciuto in misura pari ai tributi comunali pagati dall’esercente nel corso dell’anno, da corrispondersi per l’anno nel quale avviene l’apertura o l’ampliamento dell’esercizio commerciale e per i tre anni successivi, per un totale di quattro anni. Ambito oggettivoL’agevolazione, peraltro, è circoscritta ai soli esercizi di vicinato e alle medie strutture di vendita, ed è subordinata all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno 6 mesi, siti nei territori dei comuni con popolazione fino a 20mila abitanti. Ambito soggettivoL’incentivo è riconosciuto ai soggetti esercenti attività imprenditoriali nei seguenti settori: artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero, commercio al dettaglio, compresa la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico.
FONDI di INVESTIMENTO EUROPEI a LUNGO TERMINE (art. 36-bis)Si prevede che non siano soggetti ad imposizione i redditi di capitale di cui all’art. 44, comma 1, lettera g), del Tuir, e i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo Testo unico, derivanti dagli investimenti effettuati nei fondi di investimento europei a lungo termine (Eltif) di cui all’art. 1, comma 1, lettera m-octies.1), del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. La norma, peraltro, precisa che detta agevolazione è riconosciuta – a partire dal periodo d’imposta 2020 – soltanto qualora:il patrimonio raccolto dal medesimo gestore non sia superiore a 200 milioni di euro per ciascun anno, fino a un limite massimo complessivo per ciascun gestore pari a 600 milioni di euro;almeno il 70 per cento del capitale sia investito in attività di investimento ammissibili (ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) 29 aprile 2015, n. 2015/760), riferibili ad imprese di portafoglio ammissibili (ai sensi dell’art. 11 del medesimo regolamento), che siano residenti nel territorio dello Stato (ai sensi dell’art. 73 del Tuir) o in Stati Ue oppure in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni in Italia;l’investimento si perfezioni con la destinazione di somme, per un importo non superiore a 150mila euro nell’anno e non superiore a 1.500.000 euro complessivamente, per la sottoscrizione delle quote o azioni di uno o più Eltif o di uno o più fondi di Eltif;l’investimento venga realizzato – anche mediante l’investimento in organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) che investono integralmente il proprio patrimonio in quote o azioni dei predetti fondi di investimento europei a lungo termine – da persone fisiche residenti nel territorio dello Stato;l’investimento negli Eltif o nei fondi di Eltif sia detenuto per almeno 5 anni. In caso di cessione delle quote o azioni detenute negli Eltif o nei fondi di Eltif prima della scadenza del suddetto termine, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti durante il periodo di investimento sono soggetti ad imposizione secondo le regole ordinarie, unitamente agli interessi, senza applicazione di sanzioni, e il relativo versamento dovrà essere effettuato entro il giorno 16 del quarto mese successivo a quello in corso alla data di cessione.
PMI – FIERE INTERNAZIONALI – CREDITO d’IMPOSTA (art. 49)Riconosciuto alle piccole e medie imprese italiane esistenti al 1° gennaio 2019, per il periodo d’imposta in corso al 1° maggio 2019, un credito d’imposta pari al 30 per cento delle spese sostenute per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore, nel limite massimo di 60mila euro. Tipologie di costi ammessiLe spese per la partecipazione alle fiere internazionali agevolabili sono le seguenti:spese per l’affitto degli spazi espositivi e per il loro allestimento;spese per le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione.

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