730 e rimborso IRPEF: quando il sostituto è incapiente

Autore: MARTA BREGOLATO

Domanda – Sono un lavoratore dipendente che possiede l’abitazione principale e un altro immobile concesso in locazione per il quale ho optato per la Cedolare secca.
Avendo comunque in essere la detrazione d’imposta per ristrutturazione edilizia e per acquisto di nuovi mobili su immobile ristrutturato, il risultato della liquidazione sarà anche quest’anno a credito.
L’azienda presso la quale lavoro è in difficoltà economiche e temo che non sia in grado di erogare il rimborso; se ciò avvenisse come devo comportarmi? Potrò richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate?

Risposta – Notoriamente la dichiarazione dei Redditi presentata con il modello 730 è lo strumento più semplice e più veloce per il contribuente di accedere ai rimborsi dei crediti d’imposta; per questo motivo viene scelto sempre più da una più ampia platea di contribuenti.

In particolare la comodità maggiore è rappresentata dalla possibilità di accedere al rimborso direttamente con accredito sulla busta paga del mese di luglio o di agosto; in questo caso quindi il rimborso avviene a cura del datore di lavoro il quale provvederà a “compensare” tali somme anticipate in occasione dei versamenti da effettuare per ritenute effettuate sulle buste paga con modello F24.

Può succedere però che il datore di lavoro indicato nel frontespizio dal contribuente venga a mancare o come nel caso di specie ipotizzato non sia in grado di effettuare il rimborso per oggettive difficoltà economiche legate alla mancanza di liquidità.

Premesso che in via generale il datore di lavoro indicato nel frontespizio dal contribuente, purché vigente essendo il rapporto di lavoro subordinato ancora attivo, è il soggetto deputato ad effettuare le operazioni di conguaglio e non può sottrarsi all’obbligo del rimborso neppure in ipotesi d’incapienza (ovvero ritenute IRPEF e addizionali su buste paga inferiori all’importo da rimborsare), al fine di agevolare il contribuente e riconoscere quindi il suo diritto ad avere tempestivamente il rimborso di quanto spettante sono previste queste possibili soluzioni:

  • il datore di lavoro che non è in grado per incapienza di rimborsare il maggior credito da 730 in un’unica soluzione potrà procedere a rateizzare il rimborso, per quote mensili fino alla concorrenza delle ritenute compensabili con modello F24, comunque non oltre il mese di dicembre. Nel caso in cui entro tale mese il rimborso non si sia completato dovrà provvedere ad indicare nella Certificazione Unica l’importo residuo non ancora rimborsato;
  • il datore di lavoro che non ha effettuato in tutto o in parte il rimborso del credito da 730 a favore del proprio dipendente dovrà provvedere a comunicarlo tempestivamente allo stesso ed indicare nella Certificazione Unica l’importo non ancora erogato; a seguito di ciò il contribuente potrà scegliere se indicare il credito d’imposta derivante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente in dichiarazione dei redditi o se richiedere direttamente il rimborso all’Agenzia delle Entrate;
  • il datore di lavoro che non ha effettuato in tutto o in parte il rimborso del credito da 730 a favore del proprio dipendente, al verificarsi della condizione d’impossibilità di far fronte al proprio obbligo di sostituto d’imposta provvede tempestivamente a comunicare tale situazione al lavoratore rilasciando apposita dichiarazione in tal senso grazie alla quale il lavoratore potrà inoltrare domanda di rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate;
  • il datore di lavoro provvede a informare il lavoratore, prima dei termini per la presentazione della dichiarazione 730, che non sarà in grado di erogare il rimborso; in tale caso la normativa prevede che il contribuente – lavoratore possa presentare il modello 730 barrando la casella “730 senza sostituto d’imposta” così da far intervenire già in questa fase l’Agenzia delle Entrate; in tale circostanza il rimborso che avverrà a cura dell’Agenzia delle Entrate potrà essere effettuato entro il termine di 6 mesi dal termine di presentazione o dalla data di presentazione, se successiva.

Per quanto attiene le ultime tre ipotesi possibili il contribuente dovrà aver cura di comunicare, se non già fatto magari attraverso il proprio cassetto fiscale – presente nell’area a lui riservata sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate, le proprie coordinate bancarie con l’indicazione quindi del Pin corretto a favore del quale l’Ufficio potrà procedere a liquidare il rimborso.

La richiesta di erogazione del rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate in luogo del datore di lavoro dovrà essere presentata mediante apposita istanza il cui modello è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La domanda di rimborso si prescrive in 48 mesi.

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