Decreto fiscale. Stretta sulle compensazioni

Autore: Andrea Amantea

Domanda
Il decreto fiscale di recente approvazione ha introdotto specifiche misure di contrasto alle indebite compensazioni replicando le regole di compensazione previste per i crediti da dichiarazione Iva e TR anche per i crediti da dichiarazione dei redditi o IRAP.

La novità citata trova applicazione anche per i crediti risultanti dal modello 730?

Risposta
Come già disposto per i crediti IVA, fermo restando le disposizioni relative all’apposizione del visto di conformità, con l’intervento del D.L. 124/2019, c.d. decreto fiscale, la compensazione orizzontale dei crediti, relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive per importi superiori a 5.000 euro annui, è ammessa solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. La novità trova operatività già con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019. Di conseguenza, i crediti 2019 non sono più utilizzabili dal giorno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta di riferimento, cioè dal 1° gennaio 2020. A tal fine, il comma 1 dell’art.3 del decreto fiscale “contrasto alle indebite compensazioni”, sostituisce l’ultimo periodo dell’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

La compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto, dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.

La suddetta disposizione non riguarda i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta.

Venendo ora al suo quesito, in attesa di indicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione Finanziaria, si ritiene che le indicazioni sopra riportate siano valevoli anche per i crediti risultanti dal modello 730; l’invio del dichiarativo dovrà dunque precedere l’utilizzo del credito sopra la soglia di 5.000 euro che potrà avvenire solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione stessa.

Inoltre, attenzione va posta al fatto che il decreto fiscale (art.3 comma 2) estende anche ai soggetti non titolari di partita iva l’obbligo di ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la trasmissione degli F24 con utilizzo di crediti in compensazione (in precedenza, per i non titolari di partita Iva, l’obbligo sussisteva esclusivamente per gli F24 a saldo zero). La previsione restrittiva circa l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia, da applicare ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, riguarda anche quelli maturati in qualità di sostituto d’imposta (ad esempio, per i rimborsi da 730 o per il “bonus Irpef” di 80 euro).

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