La fattura scartata dallo SdI non si considera emessa

Autore: Serena Pastore

L’Agenzia delle Entrate ha emanato il principio di diritto n. 23 dell’11 novembre 2019 per alcuni lotti di fatture elettroniche scartate dal Sistema di Interscambio.

Nel Provvedimento prot. n. 89757/2018, in ultimo modificato dal Provvedimento prot. n. 164664/2019, in attuazione dell’articolo 1 del d.lgs. n. 127 del 2015, è previsto che «la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse».

Prima di tutto, la mancata emissione della fattura nei termini legislativamente previsti comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 6 del d.lgs. n. 471 del 1997. Nello specifico, per ciascuna violazione è prevista una sanzione:

  • fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato, con un minimo di euro 500;
  • da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.

Alternativamente, troveranno altresì applicazione gli istituti individuati nell’articolo 12 del D.Lgs. n. 472/1997, concorso di violazioni e continuazione, e nell’articolo 13 del medesimo d.lgs., ovvero il ravvedimento operoso.

Il Legislatore ha previsto, con riferimento al primo periodo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica tramite SdI, ovvero fino a giugno 2019, che le sanzioni:

  • non trovano applicazione qualora la fattura elettronica sia regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA relativa all’operazione documentata;
  • sono ridotte dell’ottanta per cento, se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo, riduzione che si applica sino al 30 settembre 2019 per i soli contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile.

Si ricorda che la fattura immediata può essere:

  • emessa (ossia generata e inviata allo SdI) il medesimo giorno così che la “data dell’operazione” e “data di emissione” coincidano ed il campo “data” della sezione “dati generali” sia compilato con lo stesso valore;
  • generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo SdI entro i 12 giorni successivi, valorizzando la data della fattura con la data dell’operazione;
  • generata e inviata allo SdI in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti tra l’operazione e il termine ultimo di emissione valorizzando la data della fattura sempre con la data dell’operazione.

La data della fattura differita potrà essere:

  • un giorno qualsiasi tra la data dell’ultima operazione effettuata e il 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione, qualora la data di predisposizione sia contestuale a quella di invio allo SdI (“data emissione”);
  • la data di almeno una delle operazioni e, come chiarito nella Circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, preferibilmente «la data dell’ultima operazione»;
  • è possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese, “rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta, fermo restando che la fattura potrà essere inviata allo SdI entro il 15 del mese successivo a quello in cui si è effettuata l’operazione”.

Per ulteriore approfondimento, unitamente ad alcuni esempi pratici, si consiglia la lettura di “E-fattura scartata o dimenticata: termini per ravvedersi”.

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