Tutto quesiti – Domande al Relatore: trasmissione telematica dei corrispettivi e fatturazione elettronica

Quesito 1 – Soggetto che emette ricevute fiscali e invio telematico corrispettivi

Domanda

Un contribuente che oggi emette ricevute fiscali (circa 30 documenti l’anno) dal 2020 sarà obbligato ad acquistare un registratore di cassa o potrà emettere un documento contabile elettronico, avvalendosi dell’applicazione fornita dall’Agenzia entrate?

Se sì, vale anche in questo caso la moratoria di 6 mesi, ovvero fino a giugno potrà emettere documenti cartacei?

Durante il periodo di tolleranza, con quale cadenza si inviano i corrispettivi?

Risposta

Dal 1° gennaio 2020, l’obbligo del registratore telematico è generalizzato. Tuttavia, per coloro che hanno dichiarato un volume d’affari inferiore a 400.000 euro è consentitofino al 30 giugno 2020, l’utilizzo della procedura telematica manuale messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate e oramai ben collaudata dai soggetti già tenuti all’invio telematico a decorrere dal 1° luglio 2019.

Fino al 30 giugno 2020, dunque, è consentito continuare ad emettere lo scontrino fiscale.

La registrazione manuale dei corrispettivi tramite l’apposito software presente sul sito dell’Agenzia deve avvenire entro la fine del mese successivo.

Quesito 2 – Modulo comunicazione corrispettivi telematici in assenza di registratore telematico e cumulo registri tenuti nei punti vendita

Domanda

Dal 1° luglio 2019, in assenza di registratore telematico (RT), nei 6 mesi successivi si possono continuare ad emettere scontrini fiscali da apparecchi non RT, registrarli su registro manuale e inviare telematicamente una comunicazione dei corrispettivi emessi entro la fine del mese successivo.

In caso di azienda dotata di più punti vendita e quindi di più registri corrispettivi (e avrà più RT non appena concluderà il percorso di aggiornamento delle casse) si invia una comunicazione giornaliera cumulativa dei diversi punti vendita oppure si può (o si deve) inviare comunicazione per ogni registro corrispettivi?

Gli invii da RT avranno matricole diverse, ma nella comunicazione manuale non si possono distinguere i vari punti vendita.

Risposta

Fatte le dovute verifiche, si conferma che, ad oggi, accedendo alla procedura provvisoria manuale del caricamento dei dati dei corrispettivi, la procedura stessa non consente di indicare per uno stesso giorno più di un importo.

Conseguentemente, occorre sommare i corrispettivi dei diversi punti vendita ed indicare un unico importo.

Quesito 3 – Ricevute fiscali e scontrino elettronico

Domanda

Dal 2020 come verranno trattate le ricevute fiscali, alla luce dello scontrino elettronico?

È per i forfetari?

Risposta

A decorrere dal 1° gennaio 2020, entrerà a regime l’obbligo di emissione telematica dei corrispettivi. Tale obbligo riguarderà anche le ricevute fiscali.

Dunque, la ricevuta fiscale e lo scontrino fiscale saranno sostituiti dal “documento commerciale“, con finalità analoghe di documentazione per l’acquirente della spesa sostenuta.

Merita di essere segnalato che tale procedura è già in vigore dal 1° luglio 2019 per i soggetti che nel 2018 hanno dichiarato un volume di ricavi superiore a 400.000 euro.

Anche i soggetti forfetari e i soggetti minimi dovranno dotarsi di registratore telematico per l’invio dei corrispettivi.

Per completezza, si segnala che, fino al 30 giugno 2020, costoro avranno la possibilità di trasmettere telematicamente, con modalità manuale, i dati dei corrispettivi tramite l’apposita applicazione messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate sul proprio sito. In questo caso, la messa in funzione del registratore telematico può slittare a non oltre il 1° luglio 2020.

Quesito 4 – Corrispettivi artigiani dal 2020

Domanda

L’artigiano che finora, al privato, ha rilasciato la ricevuta e ha poi compilato il registro dei corrispettivi, posto da gennaio l’invio telematico dei corrispettivi, quale documentazione dovrà rilasciare al privato all’atto della prestazione? Dovrà dotarsi di una sorta di registratore di cassa portatile? Non rilascerà al privato nessun documento cartaceo?

Risposta

Può dotarsi di un registratore telematico portatile (nei primi 6 mesi può utilizzare il sito web dell’Agenzia entrate per l’invio dei corrispettivi) o emettere fattura ordinaria, entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, rilasciando al cliente una copia di cortesia.

Quesito 5 – Registratore telematico ambulanti

Domanda

Purtroppo i fornitori non riescono a consegnare i registratori telematici in tempo per l’istallazione entro il 31 dicembre 2019. Si chiede se è ancora obbligatorio per gli ambulanti l’utilizzo di macchine con matricole che contengano la lettera -E- (uso esterno) oppure se è possibile anche sostituire, utilizzando registratori con lettera -I- (uso interno), che hanno la stessa funzionalità.

Risposta

Nessuna differenza tra i due registratori. L’importante è che siano accreditati presso l’Amministrazione. All’atto dell’installazione, viene scaricato sul registratore telematico il certificato dell’Agenzia entrate che ha durata 8 anni; la memoria fiscale delle macchine, invece, di norma, dura 3.000 chiusure giornaliere; la macchina andrà sostituita quindi al raggiungimento di uno di questi due limiti.

Il registratore di cassa ha al suo interno anche una memoria di dettaglio (DGFE), che sostituisce il vecchio doppio rotolo e sulla quale vengono memorizzate tutte le operazioni; la durata di quest’ultima è decisa da ogni casa produttrice:

  • c’è chi ha stabilito di mettere come prima dotazione una schedina annua, che va sostituita ogni anno (a meno che non si acquisti il secondo anno una schedina perpetua);
  • chi invece ha stabilito una capacità per numero di righe e quindi va sostituita solo al riempimento della stessa in base agli scontrini emessi. In quest’ultimo caso, spesso, alle attività che emettono pochi scontrini capita di non doverla mai sostituire.

Quesito 6 – Artigiani: trasmissione telematica corrispettivi dal 2019

Domanda

  1. Un artigiano, applicando nel 2019 il regime di contabilità semplificata, potrebbe ovviare all’emissione e trasmissione elettronica dei corrispettivi mediante l’emissione di fatture elettroniche anche ai clienti privati?
  2. Se transitasse nel regime dei contribuenti forfetari, rimarrebbe comunque obbligato alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri? Se sì, potrebbe ovviare alla trasmissione telematica mediante l’emissione di fatture non elettroniche?

Risposta

  1. Certamente sì, purché siano immediate.
  2. Sembra di sì, finché l’Amministrazione non si pronuncerà per l’esclusione, i forfetari devono inviare i corrispettivi elettronici. L’emissione del documento cartaceo è sempre possibile, mentre l’emissione di quello elettronico è una scelta su base volontaria del contribuente (ad esempio, per fruire del regime premiale di riduzione di un anno del periodo di accertamento).

Quesito 7 – Termini di trasmissione e chiusura giornaliera dei registratori

Domanda

Come si concilia il termine dei 12 giorni per la trasmissione dei corrispettivi giornalieri con la chiusura giornaliera imposta dai registratori.

Risposta

Fine febbraio 2020 sarà il termine ultimo per trasmettere cumulativamente i dati dei corrispettivi del mese di gennaio 2020, beneficiando della moratoria delle sanzioni prevista dall’art. 2, comma 6-ter , del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127. Nei primi sei mesi di applicazione del nuovo regime, infatti, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta, è possibile inviare i corrispettivi entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Soltanto in caso di invio dei dati oltre tale termine, dunque, trovano applicazione le sanzioni di cui agli artt. 6, comma 3, e 12, comma 2, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, ossia la sanzione pari al 100 per cento dell’imposta relativa agli importi non correttamente documentati, con un minimo di 500 euro, nonché la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ovvero dell’esercizio dell’attività stessa, quando, nel corso di un quinquennio, sono contestate quattro distinte violazioni compiute in giorni diversi.

I soggetti che non si sono ancora dotati dei registratori telematici, e che per la tipologia di attività esercitata non possono utilizzare la procedura web “Documento commerciale online”, possono effettuare la trasmissione mediante i servizi “alternativi” messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate (ad esempio, generando un file xml e inviandolo mediante il servizio di upload disponibile sul portale Fatture e Corrispettivi, o ricorrendo alla procedura di compilazione web disponibile sul medesimo portale).

Dal 1° luglio 2020, sarà possibile l’invio solo giornaliero e non mensile, ma entro 12 giorni.

La chiusura va fatta giornalmente, perché vengano riportate le operazioni sul giornale del registratore di cassa. L’invio può essere fatto anche in un secondo momento.

Memorizzazione e invio sono fasi diverse e adempimenti diversi, che possono essere contestuali o meno.

Quesito 8 – Commercio elettronico indiretto e corrispettivi telematici

Domanda

Chi effettua commercio elettronico indiretto è obbligato alla semplice tenuta del registro corrispettivi, in quanto assimilato alle vendite a distanza. Nel 2020 sarà tenuto anche lui all’invio giornaliero dei corrispettivi telematici? Dovrà dotarsi di registratore?

Risposta

Nellarisposta a interpello 19 giugno 2019, n. 198 , in tema di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, l’Agenzia ha fornito chiarimenti circa l’ambito applicativo degli esoneri recentemente definiti dal D.M. 10 maggio 2019. In particolare, l’Agenzia conferma che le operazioni riconducibili al commercio elettronico indiretto beneficiano dell’esonero dai nuovi adempimenti, al pari delle vendite per corrispondenza. Con l’espressione “commercio elettronico indiretto” si fa riferimento alle cessioni di beni materiali per le quali le fasi di perfezionamento del contratto e del pagamento avvengono mediante l’utilizzo di un mezzo elettronico, mentre la consegna o spedizione dei beni avviene mediante mezzi tradizionali.

Con risoluzione 5 novembre 2009, n. 274/E, tali operazioni sono assimilabili, ai fini IVA, alle vendite per corrispondenza, le quali, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. oo), del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696, sono escluse dall’obbligo di certificazione mediante scontrino o ricevuta fiscale. Di conseguenza, esse sono esonerate anche dalla memorizzazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. La citata disposizione, infatti, esclude dai nuovi obblighi, almeno in fase di prima applicazione, le operazioni individuate dall’art. 2 del D.P.R. n. 696/1996 (incluse le vendite per corrispondenza).

Per tali operazioni, dunque, non sarà richiesta la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri, mentre continueranno a sussistere l’obbligo di emissione della fattura, ove richiesta dal cliente, nonché l’obbligo di annotazione dei corrispettivi nel registro di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972. Sembra che anche per il 2020 sia confermato l’esonero.

Non trova conferma l’esonero, invece, per i soggetti cd. marginali, che saranno esonerati solo per il 2019.

Quesito 9 – Trasmissione corrispettivi in assenza di registratore di cassa collegato

Domanda

Una società tenuta alla trasmissione telematica dei corrispettivi ha più misuratori fiscali, alcuni non collegati telematicamente. Ad oggi, non ha trasmesso i corrispettivi dei registratori non collegati, pur avendoli annotati nel registro dei corrispettivi. Come conviene procedere?

Risposta

È bene procedere all’invio tramite la procedura on line messa a disposizione dall’Agenzia entrate. Il ravvedimento operoso comporterebbe il calcolo della sanzione pari al 100 per cento dell’IVA dei corrispettivi, ridotta di 1/8. Nessun cumulo giuridico applicabile. Se non si procede con il ravvedimento, è possibile che – se riscontrati tali ritardi – vengano inviate lettere di compliance nella fase iniziale, dato che il nuovo obbligo è di recente introduzione.

Quesito 10 – Prestazioni di servizi e fatture elettronica differita

Domanda

Per le prestazioni di servizi, la pre fattura è l’unico documento di supporto che consente il differimento? Vale la tracciabilità degli incassi?

Risposta

Nelle prestazioni di servizi, la fatturazione differita può essere adottata se viene documentato che il servizio è stato reso in un determinato giorno.

– Nei trasporti, la documentazione può consistere nella lettera di vettura;
– nelle prestazioni professionali, nel preavviso di parcella o in una e-mail con la quale si consegna al cliente il parere fiscale richiesto (allegando il documento);
– nelle prestazioni di un idraulico, in una nota con i dati anagrafici del committente, in cui si indica la causale del servizio (riparazione tubo di scarico acqua della cucina).

In questi casi, la fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo, indicando come data della fattura il giorno della prestazione o, se più comodo, l’ultimo giorno del mese in cui la prestazione è stata eseguita. Resta il fatto che nei servizi (art. 6 del D.P.R. n. 633/1972) la fattura va emessa sempre che sia avvenuto l’incasso.

Quesito 11 – Errori di numerazione nella fatturazione elettronica

Domanda

Un contribuente trimestrale nel mese di luglio ha emesso tre fatture, sbagliando la numerazione (ad esempio, fattura 100 del 10 luglio 2019, fattura 101 del 2 luglio 2019 e fattura 103 del 5 luglio 2019), di cui una fattura con reverse charge.

Si chiede se tali errori siano da considerare una violazione meramente formale o, visto che tali registrazioni non hanno avuto influenza sulla liquidazione IVA, sia da applicare la sanzione di 250 euro oppure la sanzione dal 90 al 180 per cento dell’imposta, con un minimo di 500 euro, ai sensi dell’art. 6, comma 1, primo periodo, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

La sanzione deve poi essere applicata per le tre fatture?

Risposta

Il “salto” di numerazione, non in quanto errore “meramente” formale, non è sanzionabile.

La fattispecie rientra nell’art. 6 (“Cause di non punibilità”), comma 5-bis, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, il quale dispone:

Non sono inoltre punibili le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo”.

Oggi, più di ieri, con l’avvento della fatturazione elettronica, tale conclusione appare plausibile.

Infatti, tutte le fatture elettroniche transitano dal Sistema di Interscambio, che attribuisce comunque un identificativo univoco a ciascuna fattura. Dunque, è evidente che, ove la fattura saltata non sia transitata dal Sistema di Interscambio, fa sì che la stessa non sia mai esistita.

Quesito 12 – Sanzioni fatturazione elettronica

Domanda

Un cliente ha emesso fattura differita in data 30 settembre 2019 per vendita di beni effettuata nel mese di settembre.

La fattura in questione è la n. 50. Per problemi tecnici, la fattura non risulta essere stata inviata e quindi risulta non emessa. Il cliente si è accorto del disguido tecnico solo il 23 ottobre 2019. Sempre il giorno 30 settembre 2009, ha emesso altre due fatture, ovvero la n. 51 e la n. 52, che risultano regolarmente inviate all’Agenzia delle entrate, e quindi regolarmente emesse.

Considerando che la fattura differita avrebbe dovuto essere emessa entro il 15 ottobre 2019, si chiede quale sia il comportamento corretto da adottare. Il cliente verrà sanzionato? Se sì, in quale misura?

Risposta

In caso di ritardata emissione di fattura, la sanzione ordinaria è applicata nella misura da 250 a 2.000 euro, quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo (art. 6, comma 1, ultimo periodo, del D.Lgs. n. 471/1997), altrimenti la sanzione è dal 90 al 180 per cento dell’IVA.

Detta sanzione può comunque essere ravveduta.

Quesito 13 – Scontrino elettronico e richiesta di fattura elettronica

Domanda

Un ristorante emette fatture elettroniche immediate e scontrini elettronici. Come deve comportarsi quando viene richiesta la fattura? Invia entrambi allo SdI o solo la fattura, senza battere lo scontrino?

Risposta

Se la fattura viene richiesta solo dopo avere inviato lo scontrino telematico, perché il cliente si scorda di anticipare l’informazione all’esercente, dovrà essere digitato lo storno del corrispettivo con un corrispettivo negativo. Altrimenti, si genererà un doppio debito IVA. In alternativa, ci si rifiuta di emettere la fattura, perché doveva essere richiesta entro il momento di effettuazione dell’operazione.

Quesito 14 – Scontrino elettronico e fattura elettronica differita

Domanda

Un gioielliere che emette scontrini elettronici, mentre per le fatture non ha un programma di fatturazione immediata, ma fa la differita e, quindi, necessita di DDT, può emettere lo scontrino elettronico e poi fare con calma la fattura, mettendo i dati dello scontrino, come fosse il DDT? In questo caso, deve inviare entrambi allo SdI o solo lo scontrino?

Risposta

Il gioielliere può emettere fattura differita solo con idonea documentazione a supporto della consegna della merce (e tale non è il documento commerciale on line, documento che è alternativo alla fattura) e liquidando l’IVA nel mese precedente. Le alternative sono le seguenti:

  • fa il documento commerciale on line e invia i corrispettivi immediatamente – alla data di effettuazione dell’operazione:
  • emette fattura differita entro il 15 del mese successivo, rilasciando i DDT attestanti le consegne fatte il mese precedente e liquidando l’IVA il mese precedente;
  • emette fattura immediata rilasciando copia cartacea e inviando allo SdI nei 12 giorni l’xml.

Quesito 15 – Conservazione delle fatture

Domanda

Se la conservazione non viene fatta entro il 31 ottobre, si potrà fare anche dopo?

Risposta

Con un comunicato pubblicato il 30 ottobre 2019, l’Agenzia delle entrate ha rimandato il termine per l’adesione ai servizi di acquisizione delle e-fatture: dal 31 ottobre 2019 al 20 dicembre 2019.

Resta il fatto che l’adesione al servizio consultazione e conservazione delle fatture elettroniche può essere fatta in qualunque momento ma avrà effetto solo a decorrere dalla data di adesione e non comprenderà il periodo precedente.

Vedasi risposta 39 per approfondimento.

Quesito 16 – Adesione entro il 31 ottobre 2019 al sistema di consultazione dell’Agenzia delle entrate

Domanda

Si chiede di esporre sinteticamente la questione inerente all’adesione per la consultazione delle fatture elettroniche e corrispettivi.

Risposta

L’Agenzia delle entrate, con Provv. 30 ottobre 2019, n. 738239, ha comunicato che gli operatori IVA o i loro intermediari delegati e i consumatori finali potranno aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche fino al 20 dicembre 2019, prolungando il termine precedentemente fissato al 31 ottobre 2019.

L’Agenzia delle entrate mette a disposizione il servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, accessibile previa adesione al servizio.

In presenza di adesione effettuata da almeno una delle parti – cedente/prestatore o cessionario/committente – l’Agenzia delle entrate memorizza i dati dei file delle fatture elettroniche e li rende disponibili in consultazione esclusivamente al soggetto che ha effettuato l’adesione. Inoltre, valgono le seguenti regole:

  • dopo la prima adesione, nel corso del tempo, ciascun soggetto può comunque esercitare più volte il diritto di recesso ed eventuale nuova adesione, alternando tra l’uno e l’altro, purché la scelta precedente sia stata compiutamente elaborata e acquisita a sistema;
  • in presenza di adesione effettuata da almeno una delle parti del rapporto economico (cedente/prestatore o cessionario/committente), vengono memorizzati i dati dei file delle fatture elettroniche nella loro interezza; però, le e-fatture saranno disponibili per la consultazione e il download esclusivamente al soggetto che ha effettuato l’adesione;
  • a regime, se vi è stata adesione, sono rese disponibili in consultazione le fatture emesse e ricevute dal giorno successivo a quello in cui è resa disponibile l’attestazione di adesione al servizio; analogamente, per il recesso, sono rese indisponibili in consultazione tutte le fatture emesse e ricevute fino a quel momento, anche quelle precedentemente consultabili in virtù di una precedente adesione; l’indisponibilità sarà attivata a partire dal giorno successivo a quello in cui è resa disponibile l’attestazione di recesso al servizio di consultazione, e sarà valida anche per tutte le fatture in seguito inviate; le fatture resteranno visualizzabili solo fino all’avvenuta presa visione;
  • file delle fatture elettroniche memorizzati sono comunque cancellati entro 60 giorni dal termine del periodo di consultazione (quindi entro 60 giorni a partire dal 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI);
  • in ogni caso vengono memorizzati i “dati fattura”, fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento, ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi nei quali l’Agenzia sia parte e detti dati vengano in rilievo;
  • resta fermo che, nel caso di adesione al servizio di conservazione da parte del cedente/prestatore, il file sarà conservato per 15 anni, così come previsto dall’accordo di conservazione, e per le sole finalità dell’accordo stesso.

In caso di mancata adesione al suddetto servizio di entrambe le parti del rapporto economico (cedente/prestatore o cessionario/committente), l’Agenzia memorizza e rende consultabile e scaricabile l’intero file della fattura elettronica solo fino all’avvenuto recapito della stessa al destinatario.

Una volta consegnata la fattura, l’Agenzia cancella i dati non fiscali, unitamente al dato fiscale relativo alla descrizione dell’operazione, mentre conserva esclusivamente i “dati fattura”, cioè i dati fiscalmente rilevanti di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, ad esclusione dei dati di cui al secondo comma, lett. g) – si tratta dei dati relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione – e alle altre disposizioni tributarie, nonché i dati necessari a garantire il processo di fatturazione elettronica attraverso il SdI.

Va comunque precisato che, in base ad alcune novità in fase di introduzione con il Decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (da convertire in legge), quanto detto dovrebbe cambiare radicalmente. Infatti, è previsto che, a prescindere dall’adesione o meno ai servizi di consultazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle entrate da parte del contribuente, i file xml delle fatture, nella loro integrità (e quindi non solo i dati fattura, ma anche gli altri dati), saranno memorizzati e conservati nell’Anagrafe tributaria fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento.

Quesito 17 – Fatture per prestazioni di servizi

Domanda

Si chiede di approfondire il tema dell’emissione di fatture per prestazioni di servizi e della documentazione comprovante lo svolgimento (e se non c’è?), ecc., in quanto, almeno sino all’ultima risposta dell’Agenzia delle entrate, i software gestionali delle aziende si comportavano ognuno a modo suo.

Risposta

L’emissione della fattura relativa a una prestazione di servizi (ex art. 6 del D.P.R. n. 633/1972) va effettuata entro 12 giorni dall’incasso del corrispettivo.

In alternativa, è necessario essere in possesso di “documentazione idonea“, che permetta di procedere alla fattura differita.

Un contratto (che dimostri l’adesione sottoscritta tra le parti) o l’accettazione di un ordine, nel quale si possano individuare l’importo della prestazione, la descrizione della prestazione che sarà effettuata, nonché le controparti.

A questo punto, sarà possibile procedere ad emettere fattura entro il 15 del mese successivo (si ritiene a quello dell’incasso, e non a quello del rilascio dell’idonea documentazione, anche se sulla questione deve ancora esprimersi l’Agenzia delle entrate).

L’unico problema potrebbe porsi per il fatto che la circolare 24 giugno 2014, n. 18/E, ha chiarito che, nel caso in cui l’incasso dell’operazione intervenga prima del rilascio dell’idonea documentazione (o del DDT), non si può procedere alla fattura differita per l’importo incassato, dovendosi procedere ad emettere fattura immediata (entro 12 giorni dall’incasso).

Tuttavia, nello stesso giorno in cui viene sottoscritta l’adesione (conferma d’ordine) da parte del cliente, è difficile che si abbia anche l’incasso (ciò anche nel caso in cui venga effettuato il pagamento tramite carta di credito; infatti, l’accredito avviene solo qualche giorno successivo, mentre l’unico caso in cui interviene nella medesima giornata riguarda i “bonifici sprint“).

In ogni caso, la sanzione prevista nel caso di emissione di fattura “immediata” successivamente ai 12 giorni è pari al 90 per cento dell’IVA indicata nella fattura tardiva, se il contribuente ha una liquidazione periodica trimestrale o mensile.

Quesito 18 – Fattura con scontrino

Domanda

Come gestire la fattura immediata elettronica collegata ad uno scontrino da gennaio 2020 con corrispettivo già pagato?

Conviene emettere solo fattura?

Risposta

Si deve notare che l’indicazione di corrispettivo “non incassato” non viene contemplata dallo SdI, il quale non ne terrà conto nel momento in cui procederà ad effettuare i controlli sulle liquidazioni periodiche effettuate dai contribuenti.

In tali situazioni è lecito attendersi una richiesta massiva di chiarimenti, tramite lettere di compliance. Per tale motivo, è auspicabile che in futuro l’Agenzia modifichi le procedure automatizzate, prevedendo la possibilità di “evidenziare” allo SdI la differenziazione tra la certificazione:

  • di prestazioni di servizi non incassate (che non attribuiscono debito IVA) e
  • di cessioni di beni non incassate (che attribuiscono il debito IVA), a fronte delle quali sia stata successivamente emessa fattura, cioè l’altra situazione in cui è possibile una ulteriore “apparente duplicazione” dell’IVA (FAQ n. 45 del 21 dicembre 2018 – l’Agenzia ha ritenuto che in tale caso nella fattura vanno riportati gli estremi identificativi del documento commerciale, compilando il blocco informativo “AltriDatiGestionali” – tuttavia non è chiaro se ciò sarà sufficiente ad evitare la lettera di compliance).

Quindi, quando arriverà la lettera di compliance, si mostrerà all’Ufficio idonea documentazione per dimostrare che il debito IVA è pari alla metà (ad esempio, convenzione con la società, conteggio dei ticket restaurant, ecc.).

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