Al via gli organi di controllo nelle Srl, obbligo di assemblea per la nomina entro il 16 dicembre

Salvo proroghe dell’ultimo minuto, si avvicina la scadenza del 16 dicembre 2019, ultima data utile per provvedere alla nomina dell’organo di controllo o di un revisore legale nelle S.r.l., ai sensi dell’art. 379 del D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), che ha modificato l’art. 2477 c.c., riducendo le soglie per l’obbligo della nomina dell’organo di controllo nelle S.r.l.
Pertanto, le società devono velocizzare il completamento della procedura di nomina dell’organo di controllo o del revisore legale dei conti ed i nominati devono organizzare le attività di insediamento. Presumibilmente, le S.r.l. di minori dimensioni, meglio definite “nano-imprese” da un Documento prodotto dal CNDCEC, opteranno per la nomina del revisore unico, soprattutto al fine di contenere i costi.

Introduzione: i problemi connessi alla nomina tardiva del revisore

In mancanza di ipotesi di proroga, le società sono obbligate al rispetto della scadenza del prossimo 16 dicembre 2019, che impone l’obbligo di nominare l’organo di controllo o il revisore legale dei conti per le s.r.l. che abbiano negli esercizi 2017 e 2018 superato anche uno solo dei parametri previsti dall’art. 2477 c.c., da ultimo modificato dall’art. 2-bis, comma 2, del D.L. 18 aprile 2019, n. 32.

Si ricorda, a tale fine, che tale norma ha così definito le soglie per l’obbligo di nomina dell’organo di controllo di cui all’art. 2477, secondo comma, lett. c), c.c.:

  1. 4 milioni di euro per il totale dell’attivo dello stato patrimoniale;
  2. 4 milioni di euro per il totale per i ricavi delle vendite e prestazioni;
  3. 20 unità per i dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

In particolare, l’obbligo di nomina sorge al superamento per due esercizi consecutivi anche di uno solo dei parametri indicati (non necessariamente lo stesso), mentre cessa quando per tre esercizi consecutivi non sia superato alcuno dei predetti limiti. Nonostante l’ulteriore intervento normativo operato il 17 giugno 2019 dal D.L. n. 32/2019 abbia alimentato alcuni dubbi circa l’effettiva decorrenza della modifica, al momento non sono previste ipotesi di proroga.

Al riguardo va ricordato che il 16 dicembre 2019 costituisce l’ultimo giorno utile per la delibera assembleare di nomina dell’organo di controllo, il che comporta che le società devono procedere al più tardi per la fine di novembre all’invio dell’avviso di convocazione dell’assemblea con la previsione fra i punti dell’ordine del giorno della nomina dell’organo di controllo, nonché la determinazione dei relativi compensi.

Va da sé che la società dovrebbe avere accolto qualche proposta pervenuta dai candidati revisori, al fine di potere procedere all’individuazione del revisore legale dei conti più adeguato alla struttura organizzativa ed operativa. Dal canto loro i candidati revisori devono fornire alle società la dichiarazione di indipendenza, nonché bozza della lettera di incarico, contenente fra le informazioni la proposta di compenso che il potenziale revisore ha definito in funzione delle ore di lavoro previste per l’attività richiesta.

Per perfezionare l’attivazione dell’organo di controllo, le società hanno beneficiato di un periodo di proroga dell’entrata in vigore dell’art. 378 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), per potere modificare, se necessario, lo statuto societario ai sensi dell’art. 379, comma 3, del codice.

Nel caso in cui l’assemblea non dovesse provvedere alla nomina, è previsto l’intervento del Tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o anche su segnalazione del conservatore del Registro delle imprese.

In tali circostanze sarà presumibilmente lo stesso Tribunale a disporre in merito ai compensi, applicando le disposizioni previste dal D.M. 20 luglio 2012, n. 140, che consente all’organo giurisdizionale, in assenza di accordo tra le parti, di determinare i compensi dei professionisti. Per quanto riguarda eventuali sanzioni, al momento l’unico riferimento utile è l’art. 2631 c.c. che dispone:

Gli amministratori e i sindaci che omettono di convocare l’assemblea dei soci nei casi previsti dalla legge o dallo statuto, nei termini ivi previsti, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.032 euro a 6.197 euro. Ove la legge o lo statuto non prevedano espressamente un termine, entro il quale effettuare la convocazione, questa si considera omessa allorché siano trascorsi trenta giorni dal momento in cui amministratori e sindaci sono venuti a conoscenza del presupposto che obbliga alla convocazione dell’assemblea dei soci.

La sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di un terzo in caso di convocazione a seguito di perdite o per effetto di espressa legittima richiesta da parte dei soci.”.

Non vi è dubbio che la nomina “tardiva” dell’organo di controllo stia alimentando alcune riflessioni sul comportamento da tenere, considerati i tempi molti ristretti dalla nomina alla fine dell’esercizio amministrativo per adempiere alle adeguate e statuite procedure di revisione. Da qui anche l’ideazione di alcune soluzioni “strategiche”, fra cui quella di mandare deserta l’assemblea per poi rinviare la nomina nel 2020, o anche che la stessa assemblea regolarmente convocata decida di rimandare la nomina effettiva nel 2020. Secondo tali ipotesi, potrebbe essere superata la previsione sanzionatoria prevista dall’art. 2631 c.c., avendo la società provveduto alla regolare convocazione dell’assemblea. Per quanto riguarda invece l’approccio che deve tenere il revisore, alcuni, prossimi ad accettare la nomina tardiva, ritengono di potere evidenziare nella relazione le eventuali circostanze che non permettono di esprimere il giudizio su alcune poste del bilancio, in quanto i tempi ristretti non permetterebbero di porre in essere le normali attività di controllo o perfino arrivare a decidere per una no-opinion” per il bilancio al 31 dicembre 2019.

Il problema in tali casi è quello di meglio comprendere che effetti possa produrre un bilancio senza il dovuto giudizio, cioè se in tale caso trattasi di bilancio illegittimo, e le eventuali sanzioni o conseguenze a carico degli amministratori e sindaci.

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