Corrispettivi telematici day: dal 1° gennaio obbligo per tutti

Autore: Sandra Pennacini

Ci siamo, un breve conto alla rovescia ed ecco il 2020 affacciarsi, con grandi novità per commercianti al minuto, artigiani che operano in locali aperti al pubblico e presso il domicilio dei propri clienti e, più in generale, per tutti coloro che fino al 31 dicembre 2019 certificavano i corrispettivi tramite emissione di ricevuta o scontrino fiscale.

Dopo mesi di rodaggio – visto che dal 1° luglio 2019 i soggetti che nel 2018 hanno conseguito un volume d’affari superiore a 400mila euro sono già tenuti all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi – scatta infatti l’obbligo diffuso di rispettare i dettami dell’articolo 2 del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.

L’argomento è già stato sviscerato sotto innumerevoli aspetti nel corso del percorso di avvicinamento alla scadenza, tuttavia vale la pena proporre un breve sunto, focalizzato prevalentemente su esoneri e modifiche dell’ultimo minuto.

  • Soggetti obbligati: contribuenti di cui all’articolo 22 del D.P.R. 633/72.
  • Soggetti esonerati: i soggetti elencati nel DM 10 maggio 2019. In estrema sintesi, sono esonerati i contribuenti che prima dell’introduzione dell’obbligo di corrispettivi elettronici erano esonerati dall’obbligo di emissione di ricevuta o scontrino fiscale, con l’eccezione delle scuole guida relativamente alle lezioni per il conseguimento delle patenti, a seguito dell’abrogazione della lettera q) dell’art. 2 del D.P.R. n. 696/1996, disposta dal D.L. 124/2019.

Sanzioni – Quanto al regime sanzionatorio applicabile a coloro che non rispetteranno i nuovi obblighi, si rendono applicabili gli articoli 6, terzo comma e 12, secondo comma, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471. Ovvero, in caso di mancata memorizzazione oppure mancata trasmissione telematica (da effettuarsi entro 12 giorni dalla data dell’operazione) dei corrispettivi, è prevista una sanzione pari al 100% dell’imposta, con un minimo di 500 euro, cui si aggiunge la possibilità di vedersi sospesa l’autorizzazione all’esercizio dell’attività da tre giorni ad un mese nel caso di quattro distinte violazioni nel corso di un quinquennio. Le violazioni, per quanto riguarda l’obbligo di memorizzazione o trasmissione, rilevano quando compiute in giorni diversi. Tuttavia, se i corrispettivi non memorizzati o trasmessi superano i 50mila euro, la sospensione può essere disposta con effetto immediato, ed avere durata da uno a sei mesi.

Decorrenza degli obblighi – Di particolare importanza è la distinzione del regime applicabile a seconda che il contribuente sia obbligato ai corrispettivi elettronici già dal 1° luglio 2019, oppure dal 1° gennaio 2020.

Infatti, secondo quanto disposto dal D.L. 34/2019, per il primo semestre d’obbligo si rende applicabile un regime transitorio, che vede la possibilità di adempiere ai nuovi obblighi secondo tempistiche più lunghe e lascia anche la possibilità di continuare ad utilizzare scontrino o ricevuta fiscale, a condizione che si adempia alla trasmissione telematica. In particolare, per i primi sei mesi d’obbligo, ovvero fino a tutto il 30 giugno 2020 per i soggetti obbligati dal 1° gennaio 2020, non vengono sanzionati i contribuenti che continuano a certificare i corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale, a condizione che:

  1. venga mantenuto in uso il registro dei corrispettivi giornaliero ex articolo 24 D.P.R. 633/72;
  2. i corrispettivi mensili vengano trasmessi telematicamente entro il mese successivo mediante l’apposita procedura transitoria.

Di fatto, quindi, è possibile a partire dal 1° gennaio 2020, ma solo per i soggetti obbligati da tale data – e, per espressa previsione del D.L. 124/2019, anche per le autoscuole per le lezioni di guida finalizzate al conseguimento delle patenti di guida delle categorie B e C1 (indipendentemente dal volume d’affari conseguito nel 2018) – continuare ad utilizzare scontrini/ricevute fiscali ma, attenzione, solo a condizione che poi i corrispettivi siano trasmessi con l’apposita procedura transitoria entro il mese successivo. Tutto ciò, come si è detto, al massimo fino al 30 giugno 2020, ma comunque non oltre il momento in cui il contribuente si doti di Registratore Telematico.

Inoltre, sempre nel periodo transitorio, i contribuenti dotati di RT risulteranno in regola se la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri avverrà entro il mese successivo all’operazione (e non entro i 12 giorni concessi a regime).

Si presti attenzione al fatto che per quanto riguarda i contribuenti obbligati dal 1° luglio 2019, il periodo transitorio spira il 31 dicembre 2019: tali contribuenti, pertanto, dal 1° gennaio 2020 non possono in alcun caso utilizzare scontrino o ricevuta fiscale e devono trasmettere i corrispettivi telematicamente entro 12 giorni; viene meno quindi il maggior termine e la possibilità di utilizzare la procedura transitoria di trasmissione dei dati.

Per concludere, uno sguardo a coloro che sono obbligati dal 1° gennaio 2020, ma si sono dotati di RT prima del termine, e che fino al 31 dicembre hanno utilizzato il RT come un “vecchio” registratore di cassa, senza trasmissione telematica dei dati. Costoro, se tutto ha funzionato regolarmente, vedranno transitare lo status dei RT posseduti da “attivato” (ovvero censito – conosciuto – dall’Agenzia delle Entrate) a “in servizio”, ovvero RT attivo in tutte le sue funzionalità, compresa la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate in formato XML. Se tutto ha funzionato correttamente, è il RT ad inviare automaticamente un flusso di dati all’Agenzia delle Entrate, così segnalando la propria messa in servizio, tramite una funzione pianificata dal tecnico installatore.

Lo stato dei RT di ciascun contribuente è comunque verificabile in Fatture e Corrispettivi, sezione Corrispettivi, Gestore ed Esercente, Ricerca Dispositivo. In tale area l’esercente – che deve risultare prima accreditato, mediante una breve fase di registrazione – troverà tutti i RT in carico, e per ciascuno di essi potrà consultare lo stato come risultante in Agenzia delle Entrate. Si ricorda che l’accesso all’area Corrispettivi è concesso al contribuente che acceda con credenziali proprie, oppure al terzo che sia stato delegato all’area stessa.

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