L’Agenzia Entrate chiarisce il corretto momento di emissione della fattura

Con la Risposta n. 8 del 21.01.2020 e la Risposta n.389 del 24/09/2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito (o sembra aver chiarito…) quali siano le circostanze affinchè si possa parlare di fattura differita per prestazioni di servizi.
In entrambe le istanze di Interpello presentate, i contribuenti avevano specificato, con degli esempi, di esercitare attività di trasporto merci per conto terzi (Risposta n.8) e di eseguire delle lavorazioni meccaniche conto terzi su materiale di proprietà del committente che, a lavorazione effettuata, veniva riconsegnato «mediante l’emissione di D.D.T. con causale “reso lavorato”» (Risposta n.389).
La soluzione prospettata dagli istanti era simile in entrambi i casi: più lavorazioni (o più trasporti) svolti in un mese nei confronti dello stesso committente (ad esempio il 4, 12, 22 e 28 gennaio) e unica fattura riepilogativa delle prestazioni di servizi rese nel mese, emessa con la data di fine mese (nell’ipotesi il 31 gennaio) entro i 15 giorni successivi, come previsto dal Decreto IVA.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate ha negato questa possibilità.

Premettendo che anche per le prestazioni di servizi si possa emettere una fattura differita riepilogativa (entro il 15 del mese successivo), lo stesso Ente ha, poi specificato, che tale facoltà è concessa solo ove si parli di
1) prestazioni di servizi a carattere periodico/continuativo (ad es: somministrazioni di energia elettrica);
2) prestazioni effettuate nei confronti di imprese non situate in Italia;

Per tutte le altre prestazioni di servizi, la fattura fatta alla fine del mese non ha i presupposti per essere considerata riepilogativa.
Va da sè che, secondo quanto previsto dalla normativa IVA, la fattura debba essere emessa entro i 12 giorni dal verificarsi dell’esigibilità dell’imposta e quindi:
entro 12 giorni dall’incasso di tutto, o parte, del corrispettivo
entro 12 giorni dall’ultima data in cui è effettuato il servizio nel mese (nel nostro esempio il 28 gennaio)
entro i 12 giorni dalla data di fine mese (nel nostro esempio 31 gennaio), che viene messa come “data convenzionale”, non per forza coincidente con l’ultima prestazione effettuata nel mese.

L’Agenzia Entrate ha, altresì precisato, come sia d’obbligo conservare comunque i DDT e ogni documentazione idonea ad attestare i servizi resi durante il mese.

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