Bonus professionisti, per il Cndcec è una vicenda “gravissima”

A seguito dell’entrata in vigore dell’art. 34 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23, che modifica la platea dei soggetti che possono presentare le istanze per l’indennità di 600 euro destinata ai professionisti con Cassa privata ex art. 44 del D.L. n. 18/2020 (“Cura Italia”), a valere sul Fondo per il reddito di ultima istanza, è sospeso l’accoglimento delle predette istanze e il relativo pagamento di quelle già accolte, in attesa delle necessarie direttive ministeriali in merito. 

Una vicenda gravissima, l’ennesima dimostrazione della superficialità e della disattenzione con le quali la politica approccia le questioni legate all’universo dei liberi professionisti italiani. E anche la dimostrazione di come finanche in questo frangente drammatico l’Italia soccomba a norme che cambiano nottetempo, farraginose, spesso incomprensibili. Quando l’emergenza sarà finita si dovrà affrontare di petto il tema di una burocrazia eccessiva che imbriglia il Paese, i suoi cittadini e la sua economia ”: è quanto sottolineato dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani, in merito “alla notizia del cambio di requisiti per ottenere il bonus da 600 euro per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza previsto dal Cura Italia, a seguito della pubblicazione in nottata in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto governativo” (il D.L. n. 23/2020 ).

“Le Casse – ha affermato Miani – erano già pronte ad erogare il bonus grazie anche al lavoro svolto nei giorni scorsi da migliaia di nostri colleghi che hanno inviato le richieste per i loro clienti liberi professionisti, facendo i salti mortali per interpretare norme del tutto incerte. Ora tutto si ferma incredibilmente, con un ulteriore allungamento dei tempi per l’erogazione di cifre comunque insufficienti per sostenere concretamente centinaia di migliaia di liberi professionisti”.

“La confusione che ha accompagnato questa vicenda – ha commentato il presidente della Cassa dei commercialisti Walter Anedda – è l’evidenza del fatto che le Casse sono state totalmente escluse dalla definizione dei contenuti dei testi normativi, ancorché da subito avessimo dato la nostra massima disponibilità per una corretta definizione delle platee di riferimento”.

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